Luca Cozzi, Guido Pella e Andrea Collarini: intrecci d’amicizia e management

Di Davide Tarallo - 20 luglio 2017
Andrea Collarini Guido Pella Sport Trade Management

Simpatico siparietto tra Guido Pella e Andrea Collarini che, sotto l’attento sguardo del giovane manager di quest’ultimo, Luca Cozzi, si confrontano sulle principali tematiche della vita di un tennista emergente.

Già qualche mese fa avevamo avuto modo di introdurre il progetto della Sport Trade Management; in occasione del Challenger di Milano abbiamo intervistato Luca Cozzi che ci ha presentato in maniera dettagliata il progetto iniziato solo lo scorso anno: “Sport Trade Management è nato dalla mia grande passione per il tennis. Io e Matteo Nicoli abbiamo iniziato cercando giocatori per il campionato italiano a squadre e in questo modo siamo riusciti ad entrare in contatto con diversi atleti. In seguito abbiamo pensato di seguire tennisti anche fuori dalla Serie A e quindi anche sul circuito maggiore.”

Tra i tennisti principali di cui Sport Trade Management si occupa vi è l’argentino Andrea Collarini, attualmte numero 274 del mondo: “Andrea è uno dei nostri atleti principali, con lui abbiamo un rapporto speciale poiché gioca spesso in Italia e quindi rimaniamo spesso in contatto” – ci spiega Luca, quanto mai convinto delle potenzialità del progetto e dunque volenteroso di crescere – “Egor Gerasimov, tennista bielorusso tra i primi 150 ATP, è un altro atleta che seguiamo. Stiamo puntando ad avere nuove collaborazioni, perché no magari con doppisti o con atlete che fanno parte del circuito WTA.”

Abbiamo poi avuto modo di intercettare lo stesso Collarini che condivide con Luca, oltre ad un ottimo rapporto professionale, anche una splendida amicizia e Guido Pella, connazionale di Andrea: i due si sono cosi potuti confrontare, in un simpatico siparietto, su varie tematiche quanto mai attuali relative sia al mondo tennistico che alla loro vita privata.

Sulle origini italiane…
AC Il mio legame con l’Italia è forte: il mio trisavolo era infatti italiano. Nonostante questo però sono l’unico della mia famiglia che parla italiano. Sono cresciuto a Buenos Aires e tutti i miei amici e i miei familiari sono argentini, per questo mi sento argentino a tutti gli effetti.
GP Anche io ho chiare origini italiane: il mio bisnonno era di Ancona e quindi non posso che essere legato, almeno idealmente, al vostro paese; per me, è sempre un piacere giocare tornei qui in Italia. Siete un popolo molto disponibile e cordiale: insomma, assomigliate proprio a noi argentini. 

Sui ricordi più belli della carriera…
AC Innanzitutto, ho raggiunto la mia migliore classifica alla posizione numero 186. I miei migliori risultati li ho colti nel circuito Juniores dove sono stato numero quattro del mondo mettendo a referto nel 2010 la finale al Roland Garros, cedendo però al mio amico Augustin Velotti in due set. Davvero, è stata una settimana magica anche se ho ancora adesso un po’ di rammarico per quel match conclusivo: mi capita ancora oggi di sognare di scendere nuovamente in campo e di… portare a casa il trofeo.
GP Senza dubbio la vittoria in Coppa Davis è stato il punto più alto della mia carriera. Oltre ad un già cosi grande successo, che ben pochi giocatori possono vantare, a rendere speciale questa impresa vi è la consapevolezza di aver costruito qualcosa di veramente grande, che ha avuto importanti conseguenze sulla storia del tuo paese: riesco ad avvertire un netto cambiamento nella percezione del tennis in Argentina e questo non può che gratificare ulteriormente i miei sforzi. 

Siete sicuri di conoscervi alla perfezione?
AC 
Guido è un grandissimo giocatore, ma soprattutto è un grande amico e ci sentiamo molto spesso anche fuori dal campo. Siamo un po’ diversi: io tendo a essere più calmo, lui invece a volte perde le staffe in campo. Vero? (si gira verso l’amico e ride di gusto, ndr). Penso che siano proprio queste differenze a rendere più solido il nostro rapporto. Una cosa in particolare ci unisce però in maniera indissolubile: l’ansia prima di scendere in campo.
GP Si, hai proprio ragione: a volte mi capita di perdere un po’ le staffe. Comunque, penso che Andrea sia un ragazzo molto calmo, educato e sempre molto disponibile: quando ho un problema so di poter contare sempre su di lui. Devo ammettere che a volte, però, passa troppo tempo sui libri a leggere e studiare: insomma, goditi la vita!

Non potevano mancare delle considerazioni su Juan Martín del Potro, uno dei più grandi tennisti argentini di tutti i tempi.
AC Delpo è sicuramente un simbolo del tennis argentino e un modello da seguire. Non lo conosco tantissimo come persona ma mi sono spesso allenato con lui. È un grandissimo giocatore ed è sempre concentrato negli allenamenti.
GP Che dire di Juan Martin? Penso che sia davvero una bella persona. Ci conosciamo da tanto tempo e abbiamo un ottimo rapporto. Ha molti amici e questo non mi stupisce più di tanto: è una persona solare, cordiale e disponibile e non posso che augurargli tutto il meglio per il suo futuro. 

Andrea Collarini Guido Pella Sport Trade Management




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