Addio a soli 30 anni, il calcio italiano è sconvolto

Si può decidere di appendere gli scarpini al chiodo per diversi motivi. In questa storia, qualcuno non si è sentito apprezzato

Di atleti che lasciano il mondo del calcio è pieno, non è la prima volta che qualcuno decide di lasciare l’attività professionistica. Ovviamente, l’addio al campo verde può avvenire per diversi motivi. In giovane età, ci si può semplicemente rendere conto di non essere più all’altezza. Diversamente, caso singolare questo, magari c’è che alla divisa di gioco preferisce l’abito talare. Un bivio del genere lo racconta il Corriere dello Sport il 28 aprile 2015. Parliamo di Davide Tisato, potenziale difensore centrale che all’epoca rifiutò la chiamata per entrare nel settore giovanile del Chievo. All’allora club di Campedelli, il nostro ha preferito la tunica. Tisato infatti è diventato sacerdote presso la parrocchia di San Vigilio all’Eur. Attività immortalata anche da una foto vicino al pontefice Francesco, mentre insieme danno la benedizione. Una carriera, inoltre, può finire in anticipo per un brutto incidente. Parliamo di Stefano Impallomeni, ora giornalista, esordio nella prima squadra della Roma il 22 febbraio 1984 a soli 16 anni. Contro la Reggiana, ottavi di Coppa Italia, dieci minuti conclusivi al posto di Vincenzi.

Calcio sconvolto: si ritira a 30 anni
Si lascia il calcio per tanti motivi (LaPresse) – tennispress.it

Nell’estate del 1988 va in prestito al Parma. Amichevole estiva contro il Milan, un fallo pesantissimo di Costacurta determina la frattura di tibia e perone. La vita calcistica di Impallomeni di fatto finisce qui. L’addio al calcio che vi stiamo per svelare invece ha motivazioni diverse. Scopriamole insieme.

Favalli lascia il calcio: “Scelgono solo Under e raccomandati…”

Uno sfogo lungo, tramite il suo profilo Instagram, per dire a tutti che si è stancato. Non ce la fa più a dover dimostrare il suo valore. Lo fa in una data simbolica, il 14 novembre, 24 ore antecedenti le sue 31 candeline. Alessandro Favalli, cremonese doc e formatosi nel vivaio della sua città, annuncia su Instagram l’addio al calcio.

Calcio spiazzato: dice addio a 30 anni
Da sinistra, Manaj e Favalli.. Quest’ultimo dice addio al calcio (LaPresse) – tennispress.it

Una carriera vissuta soprattutto in serie C, il massimo lo ottiene nella stagione 2017-2018, 1 gol e 4 assist nelle 32 recite con la maglia della Ternana in serie B. Tra le altre divise indossate, Cremonese, Catanzaro, Perugia, Reggiana e Cesena, nonché il Siena da cui si è svincolato nel luglio scorso. “13 anni di Professionismo! Sì con la “P” maiuscola perché sono certo di aver dimostrato questo in tutti questi anni! Impegno, Sacrificio, Umiltà e Serietà sono sempre stati, e continueranno ad esserlo, i miei valori principali”, afferma con orgoglio l’esterno mancino nell’incipit del suo post.

Parla del calcio come di una “famiglia”, ma l’amarezza per l’ennesimo portone chiuso traspare in ogni singola frase. Non si vuole giudicare, rivendica di aver sempre dato il massimo, impegno che sarebbe dovuto bastare ma la realtà poi ha scritto altre pagine. Dice di aver meritato più di tanti “altri, Quei ‘tanti altri’ che trovano solamente perché “Under” (forse 1 o 2 su 10 merita), o perché magari di buona famiglia o ancora raccomandati da altri”, attacca ancora Favalli.

La lunga “sparata” prosegue con riferimenti a presidenti e allenatori troppo improvvisati. Il post si chiude dicendo che giocherà ancora, ma solo con gli amici. Ora la priorità è la famiglia, verso cui corre l’obbligo di dare un futuro economico sicuro, al riparo da altre panchine inattese.

 

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