Infortunio Berrettini, cambiano i tempi di recupero: il verdetto è impietoso

Continuano i problemi fisici per Matteo Berrettini, ma l’ultimo infortunio è come una vera mazzata: il verdetto è chiaro

Se ci fosse uno Slam degli infortuni, Matteo Berrettini sarebbe campione indiscusso. Perché ogni volta che l’ex numero uno azzurro del tennis sembra finalmente poter risollevare la testa, il fisico gli presenta il conto, come successo anche agli US Open 2023 contro il francese Rinderknech.

Matteo Berrettini, un dramma senza uscita: nuova mazzata
Matteo Berrettini, un dramma senza uscita (Ansa Foto) – Tennispress.it

Solo l’ultimo episodio di una carriera incredibile, ma nel senso letterale del termine. Non si può credere che succedano sempre a lui e invece è così, lo dicono i fatti. Cambiano le superfici, cambiano anche le stagioni, ma il trend è sempre lo stesso e tutto ciò gli impedisce di trovare quella continuità che invece sarebbe necessaria per risalire.

Basta guardare quello che è successo da inizio 2021 in poi per capirlo. Aveva cominciato la stagione con un infortunio agli addominali durante gli Australian Open, che lo aveva costretto a quasi due mesi di stop. Poi è finito ko durante le Nitto ATP Finals a metà novembre, lasciando spazio a Jannik Sinner, non riuscendo a recuperare per fine anno.

Nel 2022 ha cominciato ancora con un problema agli addominali ad Acapulco che l’ha fermato per tre settimane e poi l’infortunio al mignolo della mano destra prima del Masters 1000 di Miami.

Da lì, l’operazione che lo ha tenuto ai box da fine marzo alla prima settimana di giugno. Una volta rientrato, con le vittorie a Stoccarda e Queen’s a Londra, arrivato da favorito a Wimbledon, è stato fermato dal Covid. Infine un problema al piede sinistro in finale all’ATP 205 di Napoli e stop di un mese tra ottobre e novembre.

E quest’anno? Un piccolo problema al polpaccio destro ad Acapulco nel mese di marzo e poi di nuovo l’infortunio agli addominali a Montecarlo con altri due mesi di stop tra aprile e giugno. Quindi è tornato al Queen’s ed è stato ancora fermato dagli addominali per due settimane.

Infortunio Berrettini, cambiano i tempi di recupero: rischia di saltare tutto

Tutto sembrava finito a Wimbledon, quando ha ritrovato la maglia del suo gioco e una certa continuità. Se è vero che lo ha battuto Carlos Alcaraz negli ottavi, almeno per due set è rimasto in partita contro quello che poi è diventato campione sull’erba londinese.

Il ritorno di Berrettini è solo un'ipotesi: ipotesi terribile
Il ritorno di Berrettini è solo un’ipotesi (Ansa Foto) – Tennispress.it

Lo US Open doveva essere l’occasione per rilanciarsi in maniera definitiva e il debutto sul cemento di Flushing Meadows era stato anche confortante. Al secondo turno però il disastro. Era già sotto di un set e di un break con Rinderknech, quando durante un allungo la sua caviglia si è piegata e ha fatto crack.

Le immagini di Matteo dolorante e sconsolato, portato fuori dal campo su una sedia a rotelle, hanno fatto il giro del mondo confermando che ancora una volta non tira aria di resurrezione. Ora aspettiamo i risultati degli esami clinici che stabiliranno l’entità dell’infortunio e soprattutto i tempi di recupero. Ma se dovessero risultare problemi ai legamenti, sarebbe difficile immaginare di rivederlo in campo presto.

Ecco perché i dubbi sulla sua presenza in Coppa Davis, quando l’Italia sarà impegnata a Bologna dal 13 al 17 settembre contro Canada, Cile e Svezia sono fortissimi. Berrettini è ancora tra i convocati, insieme a Sinner, Bolelli, Fognini e Musetti. Ma se non dovesse farcela entrerebbe uno tra Lorenzo Sonego oppure Matteo Arnaldi.

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