Maradona lo sapeva già: l’aneddoto dell’ex coach del campione

Una previsione, quasi una profezia, azzeccata quella di Diego Armando Maradona sul campione. Lo ha raccontato il suo ex allenatore.

Non c’era modo migliore di iniziare il 2023 per Novak Djokovic che, dopo un 2022 difficile, ha ripreso a vincere sbaragliando, ancora una volta, la concorrenza. Un inizio da sogno per il campione di Belgrado che quest’anno si è già portato a casa due titoli, quello di Adelaide e, soprattutto, il suo decimo Australian Open.

Diego Armando Maradona
Diego Armando Maradona – Tennispress.it

Titolo, questo, che lo ha riportato in cima al ranking dopo le difficoltà dell’anno scorso. Una posizione che adesso il serbo difficilmente vorrà lasciare e che peraltro gli sta consentendo di migliorare ulteriormente il suo record da numero uno: ad oggi, sono 376 le settimane da leader della classifica, mai nessuno come lui.

Un vero e proprio dominio da questo punto di vista poiché il suo ex rivale, Roger Federer, si era fermato a 311. E quindi ora Nole ha la possibilità di diventare irraggiungibile. Lui senz’altro ci proverà e migliorare e stabilire primati è diventato quasi il suo principale obiettivo in questa fase finale della sua carriera.

Una carriera straordinaria, la sua, che non tutti avrebbero potuto pronosticare. Ma non Diego Armando Maradona che, come raccontato da Marian Vajda in un’intervista a Olé, gli aveva confidato la sua personale previsione.

Maradona lo sapeva già: l’aneddoto dell’ex coach di Djokovic

Novak Djokovic
Novak Djokovic – Tennispress.it

Sono stato molto tempo fa a Buenos Aires. Ho giocato la Coppa Davis in questo gigantesco stadio. Ricordo che c’era anche Maradona. Lo incontrai ad Abu Dhabi nel 2008 e mi disse: ‘Coach, stai allenando il futuro numero uno del mondo. Mi sentii toccato da Dio“. Queste le parole di Vajda che quindi rivelano come uno dei calciatori più forti di sempre, considerato una divinità nel suo Paese e a Napoli per ciò che ha saputo dare ai tifosi, ci abbia visto giusto anche nel tennis.

Maradona ma non solo tra i temi toccati da Vajda, il quale ha spiegato anche caratteristiche e punti di forza del suo ex assistito in confronto agli altri de Big Three. “Ognuno predilige una superficie – spiega parlando delle differenze tra loro –. Rafa la terra battuta, Djokovic il cemento e Federer l’erba. Hanno uno stile e un modo di affrontare i tornei diverso“. Ciò che invece li accomuna è il loro scopo: “Giocano sempre bene e l’obiettivo è lo stesso: essere il migliore. Vogliono sempre di più. Sono ancora i migliori dopo 15-20 anni. Penso che la rivalità li abbia aiutati: è stata il carburante per andare avanti“.

Poi, aggiunge: “Ognuno ha il suo carattere, ma Novak è un mix vincente di entrambi. Ha il gioco completo di Federe e la tenacia di Nadal. Una combinazione mortale“. Fattore, questo, che quindi potrà rivelarsi utile in questi ultimi anni di carriera. “Il suo obiettivo è vincere più Slam – afferma –. Ha mostrato agli Australian Open di cosa è capace quando sta bene fisicamente. Gli ho scritto dopo la vittoria ottenuta a Melbourne. Parliamo spesso su Whatsapp“.

E su quando è arrivata la svolta che ha spinto Djokovic a migliorare di giorno in giorno fino a diventare il giocatore che è oggi dice: “Vincere Wimbledon per la prima volta è stato il momento più emozionante. Quel torneo ci ha fatto capire di poter avvicinare Federer e Nadal“.

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