“Depresso ma innamorato della vita”: il Tennista svela la sua “battaglia”

Confessandosi a cuore aperto sui social e rispondendo ad alcuni fan un top player del tennis mondiale è tornato a parlare della sua battaglia personale contro la depressione

“So di essere depresso, di aver sempre pensato forse troppo alla vita e alla morte. Ma prima che i miei giorni finiscano continuerò a lottare per ciò in cui credo, per ciò che amo e per le persone che amo”.

In modo diretto, raccontandosi attraverso un video girato in quella che è diventata la sua città adottiva – Barcellona – e presentando la sua prossima iniziativa, un marchio di abbigliamento, Andrey Rublev è tornato a parlare di depressione. E di come l’ha affrontata.

Depresso Top Player
Tennis Press

Il tutto mentre di fatto gli è impedito di tornare a casa, in Russia. Il tennista, nato a Mosca 25 anni fa, non torna in patria da molti mesi. Ammette di essere preoccupato per la sua famiglia e i suoi amici dopo che le dichiarazioni pacifiste e in pieno contrasto con Vladimir Putin lo hanno messo all’indice della stampa russa.

Rublev, in una squadra che per altro non è ammessa a nessuna competizione, è di fatto fuori dalla nazionale russa che non accetta nessuno sportivo, di qualsiasi disciplina si tratti, che non abbia appoggiato o comunque non criticato l’invasione in Ucraina.

Rublev e la depressione

Parlando della depressione Rublev ha di fatto confermato una condizione di sofferenza condivisa – secondo le ultime statistiche dell’agenzia internazionale della sanità – con il 5% del cosiddetto ‘mondo benestante’.

Rublev ha ammesso di aver vissuto con i sintomi della depressione per lungo tempo a partire da quando a 17 anni ha iniziato a giocare a tennis a livello professionale.

Ha anche rivelato che ha dovuto lottare contro la sua depressione mentre cercava di rimanere concentrato sui suoi allenamenti e sulle sue partite. Il tennista ha affermato che è servito un lungo lavoro psicologico che gli ha consentito di raggiungere il successo nei campi di tennis. Anche se… “con la depressione convivi, restando forse consapevole che non guarirai mai” aveva dichiarato nel maggio dello scorso anno.

Altri casi nel tennis moderno

Andrey Rublev
L’ombra della depressione nella vita di Rublev – Tennis Press

Il caso di Rublev nel tennis non è certo l’unico. Basti pensare ad altri top player che hanno confessati di essere depressi. Come Naomi Osaka, pronta ad abbandonare la WTA per salvaguardare la sua ‘salute psichica più che quella fisica’. Altri grandi protagonisti, come la ex numero #1 del mondo Ash Barty, hanno deciso di abbandonare le competizioni al loro apice per ritrovare la normalità. La tennista australiana, 26 anni, si è sposata e ha da poco annunciato di essere incinta.

Rublev ha confermato di essere costantemente seguito dagli specialisti per mantenere il suo livello di gioco e di concentrazione: “Per me è fondamentale ricordare a me stesso di prendersi cura di me stesso di prendere il tempo necessario per riposare. La depressione è una condizione difficile da affrontare, ma se si affronta la propria condizione con coscienza si può gestire”.

Rublev e la sua linea di abbigliamento

Andrey Rublev
Rublev, schierato da sempre contro la guerra – Tennis Press

Nel frattempo Rublev continua ad allenarsi a Barcellona, che ha eletto a seconda patria dopo che a Mosca di fatto non può tornare. E lavora ad altri progetti che riguardano la sua nuova linea di abbigliamento Rublo, presentata da pochissimi giorni e a progetti di carattere umanitario.

L’anno scorso, il russo si è impegnato a difendere la pace, ponendendo una posizione contraria a quella del governo di Putin, con messaggi scritti sugli obiettivi delle telecamere – una tradizione di ogni dopo partita nel tennis. Il suo slogan sui social media “Gioca per i bambini, gioca per la luce” sarà presente anche sugli articoli della sua linea Rublo. Accanto a lui l’amica di sempre Aryna Sabalenka, anche lei in battaglia contro la depressione.

I due si sono sostenuti a vicenda anche nei momenti difficili, e il loro legame è diventato più forte attraverso le proprie sofferenze. Un bell’esempio di lealtà, amore e rispetto reciproco.