Nadal non ci è mai “cascato”: è uno dei pochi a non averlo mai fatto

Rafa Nadal è uno dei pochi tennisti, se non l’unico, a non averlo mai fatto, neanche da ragazzo. È capitato persino a Roger Federer.

Una carriera come la sua per molti è soltanto un sogno, ma per Nadal, e per una stretta cerchia di “eletti” è realtà. Del resto, vincere 22 titoli Slam non è un traguardo che tutti possono raggiungere e ciò lo stiamo vedendo anche con tanti fuoriclasse affermati che oggi stentano ad imporsi come hanno fatto i Big Three.

Rafael Nadal
Rafael Nadal – Tennispress.it

Raggiungere i loro numeri, o quantomeno provarci, spetterà quindi alle nuove leve che, specialmente con Carlos Alcaraz, hanno già dimostrato di aver raggiunto un ottimo livello, anche se bisognerà aspettare ancora qualche anno prima di sbilanciarsi su determinate previsioni.

Ma l’ormai leggendaria triade di fuoriclasse passerà alla storia anche per i suoi comportamenti, raramente sopra le righe. Djokovic, in questo, è sempre stato un po’ più esuberante degli altri due, ma altri colleghi hanno fatto di peggio diventando noti più per i loro atteggiamenti che per le loro vittorie. Federer, invece, non è mai stato il classico “bad boy” da quando è diventato professionista, eppure ci è cascato anche lui qualche volta. Nadal, al contrario, non lo ha mai fatto e, sicuramente, una volta che si ritirerà, sarà ricordato anche per questo: non aver mai spaccato una racchetta in campo.

Nadal, il motivo per cui non ha mai spaccato una racchetta

Rafael Nadal
Rafael Nadal – Tennispress.it

A spiegare il motivo dietro questo suo aplomb durante i match, anche nei momenti più difficili, fu lui stesso in una passata intervista alla CBS. “La mia famiglia non mi avrebbe permesso di rompere una racchetta – le sue parole riportate da Marca –. Per me, rompere una racchetta, significa che non ho il controllo delle mie emozioni“.

Controllo che riesce a mantenere anche grazie ad alcune sue abitudini, come quella di disporre sempre le bottiglie in una determinata posizione. “Se non lo faccio con le bottiglie, allora mi siedo e potrei pensare a qualcos’altro – ha detto –. Significa che sono concentrato e attento a pensare soltanto al tennis”.

Ma se non ha mai spaccato una racchetta in campo è anche merito di suo zio Toni, che lo ha avviato alla sua gloriosa carriera facendogli da allenatore fino al 2017. “Gli ho detto che doveva rispettare una regola: se lanci un racchetta e la rompi, non sarò più il tuo allenatore“. Questo perché: “Ci sono milioni di bambini in tutto il mondo che non hanno una racchetta perché non se la possono permettere“.

È stato questo che ho detto a Rafa quando aveva sei anni e non l’ho mai visto scagliarne una – ha aggiunto –. Sarebbe una mancanza di rispetto verso quelle persone che hanno davvero bisogno di acquistare materiale per giocare a questo sport“.

In un’altra occasione, lo stesso Toni Nadal ha raccontato un altro aneddoto a riguardo. “Fin da quando era piccolo, gli ho insegnato ad affrontare il tennis con positività – raccontò in un’intervista –. Questo significa anche evitare di sopravvalutarsi. Nessuno è infallibile, sbagliare fa parte del gioco“. E ancora: “Se tiri una racchetta ogni volta che sbagli vuol dire che ti consideri infallibile. Invece, la rabbia, che ci sta, va sfruttata per affrontare il punto successivo con più concentrazione, più grinta e più voglia di vincere“.

Insomma, gli insegnamenti dello zio sono stati recepiti dal nipote, che ancora oggi è uno dei pochi giocatori a non lasciarsi andare in scatti d’ira che lo porterebbero a vedersi infliggere sanzioni evitabili.

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