Sinner e Alcaraz, chi diventerà più forte: l’ex tennista non ha dubbi

Sinner e Alcaraz sono le due principali promesse del tennis mondiale ma, secondo l’ex giocatore, uno diventerà più forte dell’altro.

Il percorso di Jannik Sinner a Wimbledon si è interrotto ai quarti di finale contro Novak Djokovic. L’altoatesino ha giocato una partita fantastica per la prima ora e mezza di gioco, vincendo i primi due set. Poi, ha dovuto subire il ritorno del campione serbo, che con i suoi colpi non ha lasciato scampo all’avversario.

Jannik Sinner
Jannik Sinner (Ansa Foto)

Ad ogni modo, l’azzurro classe 2001 ha dimostrato di aver compiuto un gran bel passo in avanti nel suo gioco su erba, essendo arrivato a Londra senza mai aver ottenuto una vittoria sulla superficie. Adesso, invece, si ritrova con un bilancio di 4 vittorie e 5 sconfitte, peraltro avendo battuto giocatori come Wawrinka, Isner e Alcaraz.

E a proposito dello spagnolo, Diego Nargiso lo ha messo a confronto con Jannik, facendo la sua personale previsione per il futuro.

Diego Nargiso: “Sinner sarà più forte di Alcaraz”

Jannik Sinner
Sinner (Ansa Foto)

In particolare, l’ex tennista italiano, campione Juniores di Wimbledon 1987, è partito da un’analisi del gioco di Sinner che, secondo lui, starebbe cambiando il suo modo di giocare. “Il cambiamento più importante riguarda la transizione in avanti: si sta trasformando da giocatore orizzontale a verticale” ha affermato Nargiso.

A volte parte ancora da dietro, ma è subito pronto a guadagnare la riga di fondo e ad avanzare verso la rete quando riesce a prepararsi un buon attacco – ha proseguito –. Non sarà mai un grande battitore, ma sul servizio è decisamente più costante“.

Nella battuta può usare di più la soluzione al corpo e in risposta giocare anche colpi bloccati” ha aggiunto. Un altro aspetto che, secondo Nargiso, il 20enne di San Candido può ancora migliorare è poi la sensibilità dei colpi a rete, anche se, alla fine, va considerato il gioco nel complesso: “La mano, per il gioco a rete, si può certamente educare, ma conta più di tutto l’insieme: quando attaccare, come posizionarsi sotto rete e quale tipo di volée giocare. La scelta di Cahill si giustifica soprattutto per questo aspetto“.

Secondo me ci vorranno due anni perché completi la sua crescita tecnica, ma campioni come Federer, Djokovic e Nadal ci insegnano che non c’è alcun limite d’età per migliorare” ha dichiarato. Dunque, in definitiva, per l’ex giocatore, Sinner può ancora migliorare molto, anche di più rispetto all’altra promessa della Next Gen, già numero 7 del ranking ATP, Carlos Alcaraz: “Sono convinto che al termine del suo percorso Jannik sarà più forte di Alcaraz, che è già un giocatore completissimo, ma con pochi margini di miglioramento“.