Wimbledon: Martedì 30 Giugno, Berrettini sfida Wawrinka e Serena Williams in campo, tra gli altri Zverev, Draper, Rybakina e Swiatek

L’aria è densa sul prato di Londra: il Day 2 di Wimbledon promette sfide tese e ritorni che sanno di storia. Sullo sfondo, un cielo che cambia umore in un attimo; in primo piano, Berrettini-Wawrinka e il rientro di Serena, con Zverev, Draper, Rybakina e Swiatek a ridisegnare la mappa delle emozioni.

Le code scorrono veloci lungo Church Road. All’ingresso si sente l’odore dell’erba appena tagliata e di un’attesa antica. Il programma del Day 2, salvo aggiornamenti degli organizzatori, mette in vetrina nomi che spostano il volume del torneo: Alexander Zverev, Jack Draper, Elena Rybakina, Iga Swiatek. E poi un accento italiano che torna a bussare alla porta grande.

Prima, uno sguardo largo. Zverev arriva con la solidità di chi ha imparato a gestire i punti pesanti: oro olimpico a Tokyo e finali Slam alle spalle. Su questa superficie il suo servizio fa male e i 2 metri diventano vantaggio a rete. Draper, mancino di casa, è il volto nuovo che i britannici aspettavano: ha ritmo, ha pazienza, e sull’erba ha già messo in bacheca un titolo recente. Il Centre Court, quando sente un ragazzo di Londra che tira di sinistro, vibra in modo diverso.

Rybakina, regina di Wimbledon 2022, porta con sé una calma fredda. Non si nota mai il battito in più. Il dritto piatto e la prima profonda aprono il campo. Swiatek, numero uno del mondo, continua a inseguire il suo vero salto di qualità sull’erba: la sua pulizia di piedi sullo scivoloso di Londra cresce anno dopo anno, e il rovescio incrociato resta una firma anche qui. Nel frattempo, si parla del rientro in campo di Serena Williams: sette titoli ai Championships, una strada che dal bordo del campo conduce direttamente alla leggenda. Nota importante: orari e campo di gara sono soggetti a conferma nelle comunicazioni ufficiali.

Le storie del Day 2

Fin qui lo sfondo. Il cuore della giornata, però, batte su un nome familiare: Matteo Berrettini. L’italiano conosce la rotta di questo torneo. Finalista qui nel 2021, si muove sull’erba come su un tappeto domestico. Davanti a lui, Stan Wawrinka. Tre Majors in bacheca, mai il trofeo di Londra. Wawrinka è una contraddizione meravigliosa: spigoli e poesia, il rovescio a una mano che taglia l’aria come un coltello buono. Quando la palla scivola bassa, i suoi slice possono rompere il ritmo. E quando trova il tempo, il back diventa trampolino per quel rovescio lungo linea che è già poster.

Berrettini porta un’altra musica. Prima pesante, kick che scappa, e poi quel dritto a frustata. Sull’erba, anche una giornata “normale” gli vale spesso la doppia cifra di ace. La partita potrebbe stare lì: chi comanda il punto con la battuta, chi regge meglio le prime risposte, chi riesce a prendersi la metà campo davanti.

Dettagli che contano sull’erba

Piccole cose, grandi differenze. La seconda di servizio deve essere coraggiosa. La posizione in risposta, mezzo passo avanti o mezzo passo indietro, cambia l’inerzia. Soprattutto, la gestione dei momenti chiave: i famosi 30-30, le palle break che arrivano una volta e poi basta. A Wimbledon, spesso, non tornano.

È un martedì che chiede attenzione. Non solo per i nomi, ma per l’odore di svolta che portano. Che cosa resta negli occhi, alla fine di una giornata così? Forse un dettaglio semplice: una riga toccata per millimetri, un colpo che rimbalza al limite, un applauso che scoppia all’improvviso. A volte, sul verde di Londra, è lì che comincia una storia. E tu, quale storia vuoi vederti davanti oggi?