Londra trattiene il respiro. Venerdì il sorteggio di Wimbledon 2026 accende l’estate del tennis: palline che scivolano, quadri che si incastrano, destini che cambiano in un pomeriggio. In alto, una certezza: l’Italia guarda a Jannik Sinner e aspetta un tabellone amico, o almeno giusto.
C’è curiosità sincera. C’è anche quell’attesa leggera che solo l’erba di Church Road sa creare. Il sorteggio di venerdì (orario non ancora ufficializzato) definirà il tabellone del terzo Slam stagionale. Da qui parte la rotta di tutti, compreso Jannik Sinner, che entra tra i favoriti dopo anni di crescita costante sui prati. Il contesto è noto: 128 giocatori, 32 teste di serie, tie-break a 10 nel set decisivo, tetti sul Centre e sul Court 1 che limitano i ritardi. Dal 2021 le teste di serie seguono i ranking, senza formule “pro-erba”. È più semplice. È più trasparente.
Il quadro italiano
Il dato che scalda: Sinner guida una spedizione azzurra numerosa e matura. Parliamo di 5 teste di serie italiane e 9 presenze complessive tra singolare uomini e donne. È un segnale forte. Conferma il salto di qualità del nostro tennis. Salvo forfait dell’ultima ora, l’Italia non porta solo quantità. Porta opzioni. Porta partite che si possono vincere anche quando il rimbalzo scappa e la palla viaggia piatta vicino al nastro.
In questo scenario, Sinner è il riferimento. Ha già vissuto settimane lunghe a Wimbledon, con partite gestite da giocatore completo. Il servizio ha fatto un passo avanti. La risposta, bassa e asciutta, lo aiuta contro i “bombardieri”. La disciplina nei primi colpi gli costruisce punti corti, indispensabili qui. Non è un dettaglio: sull’erba il margine è minimo. Un turno lo sblocchi con tre prime ben piazzate e un passante al momento giusto.
Gli snodi del possibile percorso
Fino a metà torneo, il pericolo ha spesso un’identità chiara: battitori puri e specialisti d’erba. Pensa a profili alla Bublik, Hurkacz, Mannarino, Korda. Non è detto che capiti uno di loro, ma sono quel tipo di avversari. Servizio pesante. Prime variate. Discese a rete. Contro questi, Sinner dovrà imporre ritmo sulle seconde e guadagnare subito campo con il rovescio in anticipo. Un dettaglio pratico farà la differenza: la posizione in risposta sulla riga nelle giornate asciutte, mezzo passo indietro quando l’erba scivola.
Dagli ottavi in su, il disegno cambia. Entrano i “completi”. Rallentamenti meteo, palle leggermente più vissute, scambi che si allungano. Qui pesano gestione emotiva e scelte al tie-break lungo. Conta anche il programma: giocare sotto tetto o all’aperto cambia molto la lettura della palla. Il Centre Court può sembrare una bolla. Il Court 2, con vento laterale, è un altro sport. A Wimbledon succede.
Una nota sui meccanismi: i primi due non si incontrano prima della finale; i primi quattro si separano fino alle semifinali; i primi otto fino ai quarti. Tradotto: il “big match” arriva tardi, ma il trabocchetto può essere già al secondo turno. La severità del torneo sta tutta qui.
Mi piace pensare al venerdì del sorteggio come a una porta che si apre piano. Il rumore è attutito, come quando passi davanti a un campo d’allenamento e senti solo il “tup” della palla umida. Dentro c’è il percorso di Sinner e, insieme, un pezzo d’estate italiana. Qual è il nome che non vorresti vedere vicino al suo in riga? E quale, invece, ti farebbe sorridere prima ancora di sentire l’odore dell’erba?

