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Gauff Trionfa ai Quarti di Finale degli Internazionali: Sconfigge Jovic in Rimonta e si Prepara per la Prossima Sfida

coco gauff internazionali (foto Ansa)

Una sera densa al Foro Italico, luci calde sui corridoi e il brusio che non cala: una partita che scivola, poi si ribalta, e alla fine ti resta addosso come una scossa leggera. È la notte in cui una giovane campionessa trasforma l’ansia in ordine e apre una strada nuova.

Al Foro Italico il tennis ha un suono preciso. Scarpe che graffiano l’argilla, sospiri in sincrono, applausi a ondate. In questo clima, Coco Gauff ha aggiunto un altro capitolo alla sua crescita. Non parlo solo dei colpi: parlo di come si sta in campo quando l’inerzia scappa. Di come si ascolta il silenzio tra un punto e l’altro e lo si piega a proprio favore.

La giovane statunitense, campionessa dello US Open 2023, è arrivata a Roma con addosso aspettative pesanti ma un passo leggero. Chi la segue sa che il suo tennis respira in diagonale: rovescio pulito, gambe che tengono due scambi in più, servizio in crescita. E sa anche che, nei giorni giusti, la sua energia morde il match fin dal riscaldamento. Ieri, però, il copione ha cambiato rotta.

Per una mezz’ora buona, l’avversaria Jovic ha messo sassolini negli ingranaggi: palle più cariche, traiettorie meno leggibili, ritmo a strappi. È il tipo di serata in cui molti si perdono nei dettagli. Non lei.

Il match: dalla scossa al controllo

La partita ha vissuto una vera rimonta. Gauff ha perso il primo set (il punteggio ufficiale non è stato comunicato in modo univoco al momento della stesura) e ha girato la sfida con intelligenza, vincendo in tre set. Non c’è stato un colpo magico, ma tante piccole scelte: risposta più profonda sulla seconda di Jovic, qualche palla alta sul dritto per spezzare l’impulso, tempi più rapidi nel prendere la rete. Soprattutto, meno frenesia nei game di servizio: due respiri in più prima di lanciare la palla, spalle allineate, prime cercate con margine e non con furia.

Quando il pubblico ha percepito che la partita stava cambiando direzione, il suono è cambiato. Non applausi a caso, ma mormorii d’intesa su ogni rovescio incrociato che apriva spazio. È lì che si è vista la Coco Gauff più matura: non quella che “stravince”, ma quella che accetta di stare nel punto e tirare il colpo giusto dopo aver costruito. Il resto l’ha fatto la tenuta mentale: niente proteste, pochi gesti larghi, sguardo fermo. Il tipo di concentrazione che, mese dopo mese, la sta traghettando dalla promessa alla certezza.

La prossima sfida: Mertens o Andreeva

Ora l’aspetta la vincente tra Elise Mertens e Mirra Andreeva. Due strade diverse. Mertens è esperienza e ordine: sa incollarti sul ritmo medio, ti toglie l’aria con la risposta e non regala scambi. Andreeva, 17 anni e un repertorio già sorprendente, alterna colpi piatti e variazioni con una naturalezza che spiazza. Per Gauff la chiave resta doppia: percentuale alta di prime e disciplina sul dritto in uscita dallo scambio. Se regge quei due cardini, il resto – corsa, rovescio, lettura – di solito arriva da sé.

C’è anche un dettaglio pratico, che conta: il programma ufficiale della sessione non è stato definito in modo definitivo al momento di scrivere. Ma a Roma, tra una pioggia che arriva e un tramonto che allunga le ombre, la pazienza fa parte del gioco.

Si esce dallo stadio e la sera tiene ancora caldo. Vedi ragazzi che imitano il rovescio di Gauff, padri che spiegano la tattica su un tovagliolo, coppie che discutono di Internazionali d’Italia come se fosse casa. In fondo, non è questo il bello? Non solo sapere chi ha vinto, ma sentire che un pezzo di quella rimonta ci parla. La prossima palla partirà uguale, tonda e bianca. La domanda, per noi che guardiamo, è sempre la stessa: sapremo restare nel punto quanto basta per vedere la traiettoria cambiare?

Marianna Gaito

Giornalista per passione dal 1996 e di professione dal lontano 2002, nel cuore lo sport fin da bambina. Ho una grande passione per la buona cucina, mi piace sperimentare e creare, coniugando la mia esperienza con la scrittura. Dirigo alcune delle realtà più dinamiche del giornalismo online.

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