Il talento azzurro stupisce nuovamente. I risultati sono davvero strabilianti. E i fan apprezzano
Manca davvero poco. Sta per tornare. E il ritorno in campo, nel match di esordio del Masters 1000 di Toronto, gli riserverà un derby da brividi con Matteo Berrettini, vincitore all’esordio con Gregoire Barrere. Jannik Sinner ha scelto la strada del riposo prima di cominciare la stagione sul cemento americano che si concluderà, tra la fine di agosto e i primi 10 giorni di settembre, nel fondamentale appuntamento dello Us Open.
In vista delle ATP Finals di Torino – ultimo vero grande obiettivo stagionale oltre a fare bella figura sul cemento di Flushing Meadows – il nativo di San Candido ha scelto la strada di disputare meno tornei. Ma di farli sperando di ottenerne un grande profitto. Raggiungendo dei risultati prestigiosi che siano utili anche ad accumulare punti nella Race annuale.
Così si spiega il forzato periodo di riposo, calcolato minuziosamente dal suo staff, all’interno del quale comunque l’azzurro ha già subìto il sorpasso in classifica da parte di Stefanos Tsitsipas. Nonchè il minaccioso avvicinamento di Taylor Fritz. Entrambi i tennisti hanno accorciato notevolmente la pausa post Wimbledon. Decidendo comunque di scendere in campo prima dei Masters 1000 nordamericani.
“Alcaraz è il giocatore più forte del mondo in questo momento.Il fatto di aver vinto Wimbledon è una grande iniezione di fiducia per lui. È sicuramente il riferimento ora“, ha detto Sinner nel corso di un’intervista riportata da OA Sport.Il fatto di avere il bilancio degli scontri diretti in parità col fenomeno di Murcia- 3-3 il conteggio – dovrebbe far capire all’azzurro che non manca molto per elevarsi ai livelli di eccellenza.
Intanto Jannik prosegue senza sosta la sua preparazione in vista del torneo canadese. Dilettandosi in una disciplina a dir poco particolare per uno come lui. In un video che sta facendo il giro del web, si vede il tennista italiano lanciare con disinvoltura una palla da football dentro un secchio – adibito ad una sorta di canestro in quel momento – facendo centro come se nulla fosse.
La precisione nel lancio, accompagnata invero anche da una certa tecnica, lascia pensare che probabilmente Jannik sarebbe stato un ottimo quarter-back, se avesse giocato a football americano.
Probabilmente gli farebbe difetto solo qualche chilo in meno rispetto ai fisici sfoggiati dai migliori interpreti dello sport statunitense. Parliamo della stessa massa muscolare che in ogni caso parecchi gli richiedono di mettere per lottare alla pari con gli ironman del circuito ATP.
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