Roger Federer ha ammesso che ad un certo punto della sua carriera sono cambiate le dinamiche con Nadal e Djokovic.
Una carriera straordinaria, quella di Roger Federer, che ora è entrata a far parte a tutti gli effetti della leggenda. Lo svizzero si è ritirato lo scorso 23 settembre nella splendida cornice organizzata per lui della O2 Arena di Londra, dove con il suo amico-rivale di sempre Rafa Nadal ha disputato il suo ultimo match ufficiale della sua straordinaria carriera.
L’esito della partita non è stata quella che speravano i tanti tifosi che in questi anni lo hanno seguito con grande stima e affetto, ma ciò non ha rovinato la festa al 20 volte campione Slam che ha potuto dire addio al tennis di fronte a fan e avversari con cui ha condiviso i campi di tutto il mondo negli ultimi vent’anni.
Ciò che resta di lui è quindi la sua eredità, pesante, che ora proveranno a raccogliere i tanti talenti della Next Gen che con alcuni suoi elementi si è già affermata. Uno su tutti Carlos Alcaraz che quest’anno si è preso US Open e numero uno del ranking Atp. Poi, ci sono i vari Sinner, Rune, Musetti, Auger-Aliassime che, però, dovranno fare i conti con gli altri due Big Three rimasti: Rafa Nadal e Novak Djokovic che, come dimostrano le loro recenti vittorie, sono tutt’altro che vicini al ritiro.
I tre fuoriclasse sono forse i più forti giocatori che abbia mai avuto il tennis e, nonostante dovessero fronteggiarsi spesso per conquistare i titoli più prestigiosi, hanno sempre avuto un buon rapporto. A questo proposito, Federer ha raccontato un retroscena che li riguarda in occasione dell’intervista di Trevor Noah al The Daily Show.
“Forse la gente non lo sa, ma noi condividevamo lo stesso spogliatoio e andavamo a mangiare negli stessi posti – le parole di Roger –. Di solito ci trovavamo anche negli stessi hotel. Capitava quindi di vederci sempre e ci siamo anche allenati insieme“.
Dunque, non solo amici e rivali, ma anche compagni di allenamento. Poi, però, è cambiato qualcosa: “Inizialmente, mi allenavo con Nole e Rafa, poi ho smesso per evitare che conoscessero le mie tattiche“. Una scelta, questa, legittima, presumibilmente presa anche di comune accordo con i rivali per non svelare le proprie strategie. Del resto, per quasi vent’anni, erano quasi sempre loro a contendersi i titoli più importanti della stagione. Perciò, Federer ha poi individuato il suo sparring di fiducia: “Ho continuato ad allenarmi molto con altri. Il mio tennista di fiducia era Stan Wawrinka” (lo stesso con cui ha vinto una storica Coppa Davis per la Svizzera nel 2014).
Inoltre, il 41enne di Basilea ha speso qualche parola sulla sua festa d’addio al tennis giocato, caratterizzata dalla presenza dei suoi avversari. “È stato un finale di carriera davvero emozionante – ha detto –. È fantastico che io abbia coltivato e mantenuto ottimi rapporti con tutti i miei rivali, dopo tutto quello che ho passato“. E infine: “Abbiamo visto match durissimi, grandi vittorie, ma anche sconfitte molto amare. Ma alla fine restare in questi rapporti è fantastico“.
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