Kyrgios ha risposto in tono deciso alle critiche. La sua scelta ha scatenato ulteriori polemiche, ma lui non le ha mandate a dire.
“Lo sport è un business fatto di risultati”, aveva detto Andy Murray qualche mese fa, facendo intuire quanto i risultati pesino sul giudizio di un giocatore. Lo sa bene anche Nick Kyrgios, che quest’anno ha vissuto una delle sue migliori annate in carriera, chiudendo a ridosso della Top-20 ma con la prima finale Slam, a Wimbledon, alle spalle.
Un traguardo che ha ricordato a tutti il valore tennistico dell’australiano, in questa stagione protagonista di una vera metamorfosi, con un atteggiamento estremamente maturo oltre che focalizzato sul tennis. Un cambiamento di rotta riconosciuto dallo stesso Kyrgios, che si è detto orgoglioso di ciò che è oggi, pronto anche a diventare un esempio per i più giovani.
Dall’altro lato, però, è proprio l’orgoglio che non gli permette di dimenticare quanto accaduto in passato. E proprio per questo, l’ex bad boy di Canberra si è concesso una frecciata velenosa nei confronti dei suoi haters, spiegando anche – senza mezzi termini – una scelta che ha scatenato le polemiche.
Il bersaglio del finalista di Wimbledon è puntato, a sorpresa, su tutte quelle personalità dalle quali non si è mai sentito apprezzato in patria. “È la prima volta che mi sono guadagnato un po’ di rispetto, ma avrebbe dovuto esserci dall’inizio. Sono sempre stato uno dei migliori giocatori del mondo”, ha affermato Kyrgios all’Australian Associated Press, agenzia di stampa aussie.
Un risentimento nei confronti anche delle leggende del tennis nella terra dei canguri, dalle quali spesso il ventisettenne ha denunciato di ricevere scarsissimo appoggio. “Per me non è facile cancellare tutto quello che di negativo viene detto su di me o sulla mia famiglia in Australia. E’ strano,” ha continuato, “vogliono che giochi ma non fanno altro che criticarmi“.
Il riferimento è andato chiaramente alle polemiche suscitate dalla sua scelta di non giocare la Final Eight di Coppa Davis a Malaga, con l’Australia sconfitta solo all’ultimo atto dal Canada. Una bufera amplificatasi dopo la scelta di Kyrgios di disputare, invece, la Diriyah Tennis Cup, torneo d’esibizione in Arabia Saudita.
Così, in tutta franchezza, ha spiegato la sua decisione: “Preferisco viaggiare e giocare esibizioni dove mi danno assegni a sei cifre, e così trascorrere del tempo con la mia famiglia e la mia fidanzata, piuttosto che andare dove non mi pagano e non posso stare con la mia compagna”. “Se mi mostrano più calore e rispetto adesso non è colpa mia. E a questo punto”, ha più tardi chiosato, “non mi interessa. Vado avanti con la mia vita“.
Alla Diriyah Tennis Cup, Kyrgios ha perso all’esordio, in due long tie-break, contro il britannico Cameron Norrie. Poi, però, ha fatto scalpore anche il fatto che giocasse il doppio di consolazione, con Stefanos Tsitsipas, un tennista con il quale ha avuto delle discussioni piuttosto evidenti, in passato. Ed anche la famiglia del greco, dopo quanto accaduto a Wimbledon, non si è risparmiata critiche verso di lui.
Ogni partita, tuttavia, può essere un buon allenamento nella off-season. Il 29 dicembre, d’altronde, si riparte. E nella United Cup sì, che Kyrgios difenderà i colori dell’Australia, in casa. Sul calendario, però, prima ha fissato un altro impegno, la World Tennis League, a Dubai, dal 19 al 24 dicembre.
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