E’ il giorno dell’epilogo alle Atp Finals di Torino. Novak Djokovic affronta Casper Ruud. In palio c’è il titolo detenuto da Alexander Zverev
PalaAlpitour tutto esaurito per l’atto conclusivo delle Atp Finals di Torino tra il pluri campione Novak Djokovic e Casper Ruud, alla seconda partecipazione in carriera al Masters di fine anno.
Il primo set è molto equilibrato anche se Djokovic dà sempre l’impressione di fare l’andatura con Ruud, comunque, in grado di ribattere colpo su colpo come dimostrano i tre break point annullati nel secondo e nell’ottavo game, quest’ultimo in una situazione delicata di punteggio, sul 4-3 in favore del serbo.
Break, chirurgico come al solito, che Djokovic si prende nel momento decisivo del set, in vantaggio 6-5 con Ruud che cede il servizio a 30 per il 7-5 in 53 minuti applaudito anche da Zlatan Ibrahimovic (grande amico di Novak) presente in tribuna insieme alla moglie Helena.
Come accade spesso nei match in cui Djokovic controlla le ostilità, l’avversario, sotto di un set accusa subito il colpo quasi con la consapevolezza di non poter rimontare il punteggio. Ruud non sfugge al cliché e lo conferma l’inizio del secondo set nel quale il serbo fa quello che vuole e si prende, a suon di vincenti, un altro break che lo proietta su un più che rassicurante 4-1.
E’ lo strappo decisivo della partita. Ruud non riesce a rimontare e Djokovic si prende il 6-3 che gli vale il sesto titolo in carriera alle Finals di fine anno (eguagliato Federer) e un assegno di 4.740.330 dollari, una cifra impressionante destinata a chi vince il torneo dei Maestri da imbattuto come ha fatto Novak.
La vittoria alle Finals di Novak Djokovic arriva al termine di un’annata molto complicata per il campione serbo. Lo scorso gennaio, l’esclusione dall’Australian Open per la mancata vaccinazione contro il Covid ha monopolizzato l’informazione mondiale per giorni.
Poi, Il rientro, sulla terra battuta con l’inaspettata sconfitta con Davidovich Fokina a Montecarlo e un’altra contro Rublev nella sua Belgrado. Poi, la condizione è cominciata a crescere. La prima vittoria dell’anno a Roma, in finale con Tsitsipas. Al Roland Garros, un grande Nadal lo ha eliminato ai quarti.
A giugno, l’unico titolo Slam del 2022 a Wimbledon nella finale con Kyrgios prima di un nuovo stop, sempre per la mancata vaccinazione anti Covid e quasi due mesi di inattività forzata con il fortait ai Masters di Toronto, Cincinnati e allo Us Open.
In autunno, due vittorie di seguito a Tel Aviv e Astana che gli hanno garantito la qualificazione alle Finals di Torino, torneo vinto due settimane dopo l’inaspettata sconfitta in finale a Bercy contro Rune.
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