Tre campioni inarrivabili, Federer, Nadal e Djokovic, e un fuoriclasse mai dimenticato come Adriano Panatta sceglie il suo preferito
In attesa di risentirlo al commento tecnico ai microfoni della RAI per la fase finale di Coppa Davis, con l’Italia che nei quarti di finale affronterà gli USA, è interessante tornare su alcune dichiarazioni importanti di Adriano Panatta.
Oggi personaggio pubblicoa 360°, per almeno un ventennio Panatta ha rappresentato il tennis italiano nel mondo. Uno dei giocatori stilisticamente più eleganti e versatili di un tennis nobile, meno fisico e più estroso.
Interpellato su quale fuoriclasse lo abbia maggiormente impressionato in carriera tra Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal, Panatta non alcun dubbio. Il migliore era e sarà Federer: “Quando si è ritirato l’ho scritto su Twitter in modo credo inequivocabile. Ho scritto che non si ritirava Federer, ma il tennis. Credo che Federer abbia rappresentato il gioco più bello e divertente così come lo intendo io e come lo intendono milioni di altre persone nel mondo. Federer è stato unico, inimitabile”.
Adriano Panatta ha vissuto da vicino tutti i più grandi campioni delle generazioni che lo hanno seguito. Federer li batte tutti: “Ci sono stati fuoriclasse come Bjorn Borg, Pete Sampras, Andrè Agassi, Novak Djokovic, Rafa Nadal. Ma Federer ha qualcosa di più. Se Nadal ha rappresentato la perfezione tecnica di questo sport, Federer è riuscito a vincere puntando allo spettacolo e allo stile. La sua unicità è stata la bellezza del suo tennis”.
Gesto tecnico, eleganza e movimento, ma non solo: “Federer è stato competitivo in uno sport nel quale la forza atletica è diventata un fattore predominante. Si tratta di un’evoluzione naturale ed è comprensibile. Ma Federer è stato la bellezza del tennis in un momento davvero senza tempo. Non credo di esagerare dicendo che nessuno come lui in passato, e penso anche nel futuro, ha saputo giocare il tennis più divertente”.
Dunque non possiamo aspettarci un altro Federer: “Temo di no, Roger è stato un fattore unico e inimitabile. Possiamo dirci davvero fortunati di avere vissuto a pieno la sua epopea…”
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