Jannik Sinner è uno dei protagonisti dell’Atp 250 di Umago e il direttore del torneo, Tomislav Poljak, non ha dubbi sul suo futuro.
Jannik Sinner è uno dei talenti più promettenti del panorama tennistico internazionale. A soli 20 anni, l’altoatesino è diventato numero 10 del mondo e numero 1 d’Italia ed è ormai un giocatore completo e consolidato all’interno del circuito.
Certo, c’è da migliorare ancora qualcosa, ma la prestazione contro Novak Djokovic ai quarti di finale di Wimbledon ha fornito una grande dimostrazione delle sue potenzialità. Quei primi due set giocati alla grande – e vinti peraltro – sono ancora impressi nella memoria degli appassionati. Peraltro, il nativo di San Candido era arrivato a Londra senza mai aver vinto una partita su erba, ma all’All England Club ha infilato quattro vittorie consecutive superando abbastanza agevolmente avversari come Wawrinka, Isner e Alcaraz.
Insomma, Jannik non è più un giocatore di belle speranze, ma una solida realtà per il tennis azzurro e mondiale. E di questo ne è convinto anche il direttore del torneo di Umago, Tomislav Poljak, che, in un’intervista esclusiva a SuperTennis, ha dispensato parole di elogio nei suoi confronti.
“Jannik è un ragazzo d’oro, e siccome lavoro nell’agenzia che lo segue, è uno di quelli che conosco meglio nel circuito. Come persona lo trovo molto stimolante, è umile e fa tante domande, sintomo di intelligenza” ha esordito Poljak. “Va d’accordo con tutti e resta piantato con i piedi per terra, anche grazie alla famiglia in cui è cresciuto – sostiene –. Lavorare con lui è un privilegio“.
E sul lato professionale ha detto: “È un perfezionista, vuole fare tutto quello che serve per arrivare in alto e non ha limiti. È il prototipo del giocatore moderno, può fare grandi cose e vincere tutto“. Insomma, un attestato di stima umana e professionale non indifferente, a cui si aggiunge una vera e propria investitura.
Infatti, lo stesso direttore è convinto che dopo l’epoca dei Big Three – Federer, Nadal e Djokovic – Sinner sarà tra i principali protagonisti del tennis mondiale che ne raccoglierà l’importante eredità. E lo farà in compagnia di altri due italiani, Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti. “Proprio loro, insieme ad Alcaraz, garantiranno al mondo del tennis un futuro brillante, all’altezza del presente – ha aggiunto –. Quando sento dire che dopo Federer, Nadal e Djokovic il tennis avrà problemi di popolarità, credo sia totalmente fuori strada“.
In particolare, secondo Poljak: “Questi ragazzi stanno dimostrando di avere classe e personalità per raccogliere l’eredità dei Big Three e far progredire ulteriormente la disciplina in tutto il mondo“.
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