Settima vittoria a Wimbledon per Djokovic al termine di una finale contro Nick Kyrgios che si chiude al tie-break del quarto set
Una gran sfida. Kyrgios contro Djokovic. Un tennista che non vuole rinunciare alla sua grande occasione, la più grande della sua vita, e uno che non rinuncia a dimostrarsi il più forte pur se in un momento di transizione.
Vince il più esperto, Novak Djokovic, non senza soffrire, al tie-break del quarto set di un match equilibratissimo e incerto e certo non dominato dal numero uno del mondo serbo. Punteggio finale 4-6, 6-4, 6-3 7-6, un’altra vittoria in rimonta-
Di fronte a un Djokovic sicuramente più allenato a vivere la pressione di finali di così alto livello, tutti gli occhi erano su Nick Kyrgios. Giocatore ondivago, di talento, emotivamente sempre sull’orlo della prodezza come della crisi di nervi. Una straordinaria occasione per l’australiano anche per rilanciare la sua immagine, spesso molto discussa per via dei suoi atteggiamenti al limite.
Alla sua prima finale in uno Slam, Kyrgios conquista un primo set autorevole strappando il servizio a Djokovic nel quinto game e difendendosi con efficacia senza commettere errori. L’australiano tradisce qualche momento di nervosismo, che si traduce in un paio di “sfoghi” verso il suo staff o verso il pubblico. Ma in sostanza è una partita estremamente equilibrata nel quale solo pochi dettagli decidono il secondo set in favore di Djokovic, che sfrutta la prima incertezza sul turno di servizio di Kyrgios. Pesanti gli errori dell’australiano quando sul 4-4 (40-0 in vantaggio) l’australiano concede cinque punti di fila, aggravati da un doppio fallo, e regala letteralmente a Djokovic il break decisivo.
Il quarto set si traduce in un estremo equilibrio con entrambi i tennisti aggrappati al loro turno di servizio. Kyrgios dimostra anche una certa solidità sugli scambi più pesanti e nei momenti decisivi rimandando il verdetto al tie-break. E anche qui a decidere sono pochi dettagli. Djokovic si porta subito in vantaggio. Kyrgios ha un altro segno di cedimento e il serbo gestisce il suo momento di superiorità con la capacità di chi è abituato a questo genere di gestione tecnica ed emotiva.
Onore al merito a Kyrgios, che gioca una partita intensa e importante. Ma insufficiente nei momenti decisivi del match. Onore anche a Jannik Sinner, due set strappati a Djokovic, forse messo in difficoltà dall’altoatesino ancora più del finalista australiano.
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