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Djokovic, tifosi furiosi senza motivo: era tutto giusto

Tifosi infuriati al Roland Garros. Un episodio discusso ha coinvolto Novak Djokovic nella semifinale contro Alcaraz

Con la finale raggiunta al Roland Garros, Novak Djokovic ha aggiunto un altro tassello alla sua straordinaria carriera e alla sua collezione incredibile di primati in un percorso da vera leggenda del tennis. Un’impresa la sua arrivata grazie alla semifinale vinta con Carlos Alcaraz, nella quale non è mancato un episodio più discusso. Lo dimostra la pioggia di fischi che il serbo, suo malgrado, ha rimediato durante il match.

Djokovic, tifosi infuriati al Roland Garros (Ansa) – Tennispress.it

La partita più attesa dell’anno, la ‘finale anticipata’ del secondo torneo dello Slam del 2023, si è risolta in un match combattuto solo per due set. Poi, non c’è stata storia. E non per colpa dei due giocatori, che hanno dato tutto quello che avevano, bensì per un problema fisico che nessuno avrebbe mai potuto pronosticare alla vigilia.

Djokovic si è ritrovato a conquistare la finale del Roland Garros quasi senza giocare nel momento decisivo del match. Il destino gli ha donato, quasi come omaggio alla sua carriera, l’ennesima finale Slam della sua storia senza che dovesse lottare per guadagnarsela, quando la lotta stessa sembrava davvero inevitabile.

Djokovic, è successo durante la semifinale con il Roland Garros

Di quanto accaduto Djokovic non ha alcuna colpa. Il fuoriclasse serbo ha giocato la sua onesta partita contro Alcaraz, e dal terzo set in avanti è stato suo malgrado il ‘carnefice’ di un campione in difficoltà fisica. Ma il regolamento non lo ha scritto certo lui, e per questo motivo la rabbia dei tifosi per quanto accaduto non è del tutto giustificata.

Ma facciamo ordine e ricostruiamo la vicenda. Dopo aver perso il primo set, Alcaraz è salito di livello durante il secondo. Ha innestato le marce alte, contro un Nole in splendida forma, e pur soffrendo in alcuni momenti è riuscito a portare a casa per 7-5 il secondo parziale, rimettendo in parità il match e galvanizzando il pubblico presente sul centrale di Parigi e incollato agli schermi delle televisioni.

Purtroppo, però, lo sforzo del secondo set è costato carissimo ad Alcaraz. Il giovane campione, vent’anni appena compiuti, ha evidentemente sentito troppo la pressione di una partita in cui arrivava da favorito contro il tennista che ha vinto più tornei dello Slam nella storia. Una pressione impossibile da gestire per la sua mente, e anche per il suo fisico, pagata con un epilogo che ha preoccupato, e non poco, gli appassionati.

Alcaraz ko in semifinale con Djokovic: la rabbia dei tifosi (Ansa) – Tennispress.it

Durante il secondo game del terzo set il tennista ha iniziato infatti a sentire dei crampi, inizialmente alle mani, poi alle gambe e nel resto del corpo. Crampi dolorosi e difficilissimi da gestire che non gli hanno permesso di rispondere al meglio. Sul punteggio di 1-1, il campioncino avrebbe avuto bisogno di una pausa per chiedere un medical time out e controllare la situazione.

Da regolamento, però, non è possibile fermarsi per crampi se non durante un cambio campo o alla fine di un set. Solo un problema fisico di altra natura, un grave problema di natura muscolare o traumatica, avrebbe potuto consentire la pausa in quel momento. Quando il fisioterapista ha però confermato al giudice di sedia che si trattava ‘solo’ di crampi, l’arbitro non ha potuto far altro che assegnare il game a Djokovic che si è così ritrovato avanti di un break, per 2-1, senza scendere in campo.

Ovviamente il pubblico non ha compreso subito la situazione e ha subissato di fischi il serbo e la stessa giudice di sedia, Aurelie Tourte, la quale ha spiegato immediatamente cosa è successo, ricordando a tutti cosa dice il regolamento. Un regolamento che parla chiaro, per quanto sia crudele per certi versi, considerando che anche i crampi, soprattutto di questa entità, sono assolutamente invalidanti durante una partita di tennis.

Un piccolo neo in una partita che purtroppo da quel momento in avanti è stata null’altro che una farsa. Ed è un peccato, considerando quanto i due campioni erano riusciti a mostrare nel corso dei primi due set. Gli altri due sono terminati con un eloquente doppio 6-1 per Nole che ora contenderà il titolo a Casper Ruud, quest’ultimo alla seconda finale consecutiva al RG.

Mauro Abbate

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