L’assenza di Matteo Berrettini dal torneo di Wimbledon pesa enormemente, anche alla luce di alcune clamorose rivelazioni
Il Covid sarà anche un’emergenza superata. Almeno a giudicare dalle misure precauzionali sempre meno restrittive adottate non solo in Italia ma un po’ ovunque.
Tuttavia la positività di Matteo Berrettini, così come quella di Marin Cilic, ha privato il torneo di Wimbledon di due grandi protagonisti.
Per quanto riguarda Matteo Berrettini, poi, la delusione è addirittura doppia se si considera il fatto che il tennista romano, rientrato da pochi giorni da un intervento chirurgico alla mano destra, nelle ultime settimane si era dimostrato in forma smagliante. Berrettini infatti era reduce dalla vittoria sui tornei in erba di Stoccarda e del Queens di Londra. Una vera e propria mina vagante di un tabellone che nel frattempo ha già perso protagonisti importanti, come il finalista del Roland Garros, Casper Ruud.
Dopo la positività di Berrettini si sono registrate numerose polemiche. In particolare relative alle dichiarazioni della tennista francese Alize Cornet che ha rivelato come diversi tennisti che hanno giocato all’Open di Parigi fossero dichiaratamente positivi.
ìA Parigi, Alize Cornet, ha parlato di una sorta di “patto” tra organizzatori e giocatori che avrebbero ricevuto l’OK per continuare a giocare nonostante i sintomi del Covid.
Ma il dato di fatto, sottolineato proprio in queste ultime ore da una inchiesta molto articolata pubblicata dall’autorevole quotidiano britannico The Guardian, è che al momento le norme del tennis internazionale non presentano una regola che vieti ai giocatori positivi al di scendere in campo e giocare la loro partita.
Di fatto, Berrettini si è sottoposto volontariamente a un tampone per il Covid che avrebbe potuto evitare con la possibilità di scendere in campo regolarmente, qualora se la fosse sentita anche con sintomi non debilitanti dell’infezione.Un gesto di grande responsabilità quello di Berrettini: decidere di chiamarsi fuori dal torneo per scelta e senza, di fatto, un divieto sancito a monte.
Persa l’opportunità di giocarsi una grande chance a Wimbledon, a questo punto, per Matteo Berrettini si pone il problema di studiare una nuova agenda.
Al momento il tennista romano è iscritto al torneo ATP 250 di Gstaad, in programma in Svizzera dal 18 luglio. I tempi per il recupero ci sono. Spetta a Berrettini decidere se giocare o meno. Poi, dopo una breve sosta, il romano tornerà in campo sui terreni veloci americani, Atlanta Washington e Toronto, per prepararsi allo US Open.
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