ATP Kitzbuhel: Trionfano Halys e Hanfmann, Navone e Baez Eliminati. In vista la Semifinale Bublik-Etcheverry

Tra la luce tersa delle Alpi e la polvere rossa che si alza a ogni scambio, l’ATP Kitzbühel mostra il suo doppio volto: amaro per l’Argentina di giornata, luminoso per chi sa giocare con l’aria sottile. Le vittorie di Halys e Hanfmann danno la scossa al tabellone, mentre all’orizzonte avanza una semifinale dal sapore forte: Bublik–Etcheverry.

Non è stata una giornata semplice per il tennis argentino. L’altitudine di Kitzbühel, con le palline che schizzano più veloci e rimbalzano alte, cambia le regole non scritte della terra rossa. Qui chi anticipa comanda, chi aspetta rischia. E oggi si è visto.

In apertura, Quentin Halys ha imposto il suo ritmo su Mariano Navone. Servizio pesante, risposta profonda, scelte nette. Il francese ha sfruttato bene i primi colpi, spesso cercando la soluzione corta o il rovescio lungolinea per levare tempo. Navone ha provato a incastrarlo nella diagonale, ma a quest’altezza il margine si assottiglia: un metro corto, ed è contrattacco. Partita pulita, pochi fronzoli, tanta sostanza.

Poi è toccato a Yannick Hanfmann, che su questa terra più “viva” si muove come a casa. Dritto carico, kick di servizio che ti sposta fuori dal campo, variazioni al centro per spezzare il ritmo. Contro Sebastián Báez, uno che sulla terra “normale” ti toglie l’aria, il tedesco ha messo in campo un piano semplice: togliere il comfort, alzare la palla quando serviva, accorciare gli scambi quando contava. Báez ha lottato, come fa sempre, ma il feeling col rimbalzo non è mai diventato stabile.

Eppure, non è stata una resa di gruppo. L’eccezione ha il volto di Tomás Martín Etcheverry. Il suo tennis lineare e fisico, quel palleggio pieno che ha già brillato al Roland Garros 2023, qui ha trovato continuità. Niente effetti speciali, tanta disciplina: traiettorie tese, piedi veloci, scelta dei tempi. Lo senti quando un giocatore non forza l’aria, ci gioca dentro.

Luci e ombre per l’Argentina

La “giornata no” non racconta tutto. Kitzbühel è un laboratorio: la palla corre, i margini si riducono, le abitudini vengono scardinate. Per i tifosi argentini c’è amarezza per Navone e Báez, ma c’è anche un segno di maturità in Etcheverry. In tornei così, il dettaglio diventa destino: una seconda palla più coraggiosa, un passo in avanti sulla risposta, una smorzata al momento giusto. Oggi l’hanno avuta Halys e Hanfmann.

In vista la semifinale Bublik–Etcheverry

E adesso, ecco la trama che accende la sera: Alexander Bublik contro Tomás Martín Etcheverry. Stilisticamente è un duello che intriga. Bublik gioca d’istinto, cambia ritmo, cerca l’angolo strano, la soluzione imprevista. Serve bene, ama togliere certezze. Etcheverry è l’opposto complementare: ordine, profondità, pressing graduale. A questa quota? Ogni smagliatura diventa crepa. Se Bublik entra in giornata e legge il servizio, può sfilacciare lo scambio. Se Etcheverry mantiene la linea di fondo alta e contiene le variazioni, può far precipitare l’entropia.

Dati ufficiali sulle velocità medie del servizio di oggi non sono stati comunicati, ma a Kitzbühel storicamente l’impatto dell’altitudine è visibile anche a occhio nudo: più vincenti, più errori che sfiorano la riga. Contano il primo colpo e la gestione emotiva. Qui non si aspetta: si sceglie.

Tra chalet e strappi di cielo blu, il torneo avanza. C’è chi sale con la leggerezza di una funivia e chi fatica sul tornante. A voi: preferite la fantasia che spezza le trame o la solidità che le ricuce, punto dopo punto? In montagna, a volte, il sentiero migliore è quello che non avevi visto.