Il calcio mondiale si stringe attorno al dolore della famiglia per la scomparsa di una delle leggende più amate di questo sport.
Proprio pochi minuti fa è arrivata la notizia della dipartita di questo uomo, prima che giocatore, che ha decisamente mandato sotto shock tifosi e club, che nel corso di questo week-end di campionato sicuramente gli dedicheranno il giusto tributo con il consueto minuto di silenzio.
Grande dispiacere, ovviamente, anche fra i rivali storici di questa leggenda, che sia in campo che fuori si è sempre dimostrata essere sportiva e rispettosa, valori che giorno d’oggi non sono poi così tanto scontati.
Il mondo del calcio, ma dello sport in generale, piange la scomparsa di uno degli atleti migliori della sua disciplina, che si va ad aggiungere alla folta lista di atleti che hanno perso la vita in questi anni lasciando un enorme vuoto nel cuore dei loro sostenitori.
Niente nel corso di queste mesi ha portato a credere che la leggenda potesse andarsene in questo modo, eppure come un fulmine a ciel sereno un’ora fa è arrivata la notizia della dipartita di questo grande uomo, che in carriera ha vinto l’impossibile rimanendo sempre però umile, cercando di divulgare i principi del lavoro e del sacrificio, senza i quali non si otterrebbe nulla. Inutile dire come il club ed i tifosi per i quali ha difeso i colori per tanti anni siano attualmente sotto shock, così come la sua famiglia, al cui dolore si è stretto tutto il mondo del calcio mondiale.
Stando dunque a quanto riportato da Sportmediaset, oggi, 21 ottobre, si è spenta la leggenda del Manchester United e della Nazionale inglese Bobby Charlton. Aveva 86 anni.
L’Inghilterra, ed il Manchester United, piange Bobby Charlton. Nato ad Ashington, la leggenda britannica ha dedicato un’intera carriera ai Red Evils, iniziandovi a giocare sin dalle giovanili nel lontano 1953, alla tenera età di 16 anni.
Le qualità balistiche di Bobby Charlton sono immediatamente saltate agli occhi dei responsabili della prima squadra dello United, che lo hanno deciso di portare nel calcio dei grandi praticamente subito facendolo esordire al 18 anni. Da allora l’inglese ha scritto pagine indelebili della storia dei Red Evils, vincendo Champions League, Premier League, FA Cup e Community Shield, incorniciando il tutto con quasi 200 gol in 600 presenze.
Memorabile anche il Mondiale vinto nell’66, competizione durante la quale Bobby è stato protagonista indiscusso. Nella sua carriera in Nazionale, invece, Charlton ha collezionato 106 presenze e 46 gol.
Terminata la carriera girovagando un pò per l’Inghilterra ed il mondo, considerata la sua esperienza in Australia al Perth Italia, Bobby Charlton tenta la carriera da allenatore per poi dedicarsi a quella da dirigente. Dal 1984 al 2010 ha infatti fatto parte della dirigenza dei Red Evils, ottenendo risultati strabilianti alla guida dello United anche dalla tribuna.
Iconico l’incontro nel 1994 con la Regina Elisabetta II, che lo nominò cavaliere facendolo diventare Sir Bobby Charlton.
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