Una tragedia immane quella che si è verificata in Francia. Un dramma che ha scosso tutti gli appassionati di calcio e non solo
Accostare la parola morte al mondo del calcio, fortunatamente, non prassi quotidiana. Quando accade però, difficilmente ci si dimentica di un atleta che, direttamente o indirettamente, perde la vita a causa della propria passione per il pallone. Il caso più eclatante, nel calcio italiano, riporta a quanto avvenuto a Perugia, più precisamente all’allora stadio che si chiamava Comunale di Pian di Massano.
Campionato 1977-1978, il Perugia parte forte e siamo alla sesta giornata, il 30 ottobre 1977, davanti a 30 000 spettatori, arriva la Juventus. Appena inziata la ripresa, il centrocampista Renato Curi, dopo uno scatto verso il pallone, perde i sensi. Nulla da fare, poco dopo esalerà l’ultimo respiro a causa di un infarto. Il 26 novembre lo stadio di Perugia verrà dedicato alla sua memoria.
La storia che vi raccontiamo oggi però fa ancora più male, perché a perdere la vita è stato un ragazzo di soli 12 anni. Per lui non c’è stato nulla da fare. Il ragazzo non si sentiva bene, aveva deciso di non allenarsi e di andare a casa, questo purtroppo non è bastato a salvargli la vita. A raccontare quanto accaduto a Mondeville, in Francia, vicino a Caen, è fanpage.it.
Chrys ha solo 12 anni. Venerdì doveva allenarsi con i suoi compagni delle giovanili del Mondeville. Il piccolo però non si sente bene, rinuncia alla seduta, si fa accompagnare a casa dal genitore di un compagno di squadra. La precauzione però si rivelerà inutile perché l’adolescente, una volta tra le mura domestica, verrà colpito da un arresto cardiaco fatale.
Tutta la comunità locale ovviamente è stata scossa dall’accaduto. I suoi amici hanno deciso di onorarne la memoria nel modo che forse la piccola vittima avrebbe preferito. Sabato la sua squadra, l’USON Mondeville, ha deciso di non sospendere il match di Regional 2 contro l’ESFC Falaise. La compagine è scesa in campo e durante il riscaldamento ha vestito una divisa dedicata a lui. Da prassi, poi, è stato osservato un minuto di silenzio.
“Non abbiamo parole per esprimere la nostra immensa tristezza. Lo ricorderemo come un eccellente giocatore e un bambino meraviglioso. Offriamo le nostre più sincere condoglianze alla sua famiglia a nome di tutti i suoi amici del club“, hanno subito ricordato sui social alcuni amici di Chrys.
Toccante anche il ricordo, pronunciato a fine match, dall’ultimo allenatore di Chrys. “Non è stato assolutamente semplice giocare in un contesto di questo genere. Tutti pensavano a Chrys, per i suoi compagni e per noi tutti alla fine è stato un ulteriore fattore motivante per ricordarlo nel migliore dei modi“, ha aggiunto Matthieu Chevreau. Il piccolo campione scorso è stato ricordato dal suo team anche nello spogliatoio, come mostrano foto e video postate sui social del club.
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