Aggressione sessuale, questa l’accusa che ha provocato un autentico terremoto ai vertici della Federazione. Cosa sta succedendo
Tre settimane di fuoco, quelle vissute dal calcio spagnolo, per un caso che però è ben lontano dal dirsi effettivamente risolto. Tutto è iniziato in quello che doveva essere il momento più felice per il paese con la vittoria del Mondiale di calcio femminile. E, invece, da lì è iniziato un terremoto. Che si è placato – si fa per dire – solo pochi giorni fa con le dimissioni, a lungo attese, del presidente federale Luis Rubiales, l’uomo al centro dello scandalo.
Era già da tempo contestato su altri fronti, come quello della lauta commissione ottenuta dalla società del suo amico Gerard Piqué per l’assegnazione della Supercoppa spagnola all’Arabia Saudita. Poi un suo gesto ha scatenato il putiferio.
Ci riferiamo al bacio dato in mondovisione alla calciatrice Jenni Hermoso, durante la premiazione dei Mondiali in Australia. Subito dopo, la stessa giocatrice, supportata dalle compagne, ha rivelato che il bacio non era consensuale.
La molestia de Rubiales a Hermoso è diventata rapidamente un caso in Spagna. Immediata è partita la richiesta di dimissioni dall’incarico. Rubiales, invece, ha deciso inaspettatamente di restare in carica e dare battaglia, dicendosi innocente.
Una presa di posizione che gli ha scatenato contro tutto il mondo della politica, a partire dalla leader di sinistra e vice-premier Yolanda Diaz. Ma anche tutto il mondo del calcio iberico ha gradualmente preso posizione contro Rubiales.
Una battaglia, quella del dirigente sportivo spagnolo, divenuta da subito complicatissima. E che non ha mancato di condirsi di episodi altrettanto discussi, su tutti quello che ha visto protagonista sua madre che si è barricata dentro una chiesa in Andalusia, in sciopero della fame in difesa del figlio. Oggi, Rubiales si ritrova sotto indagato in Spagna con accuse molto pesanti.
La Fiscalia, cioè la Procura del paese iberico, ha ascoltato la testimonianza di Hermoso per poi citare Rubiales per aggressione sessuale e coercizione. Già sospeso per 90 giorni dalla FIFA, il presidente della Federcalcio ha alla fine dovuto comunicare le sue dimissioni.
Che non saranno però la fine della vicenda, visto che potrebbe andare anche a processo. Un epilogo clamoroso. E pensare che, quel giorno, si doveva solo festeggiare la vittoria di un Mondiale, tanto inaspettata quanto storica e non solo – a questo punto – per quanto avvenuto in campo.
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