Il calcio italiano rischia di vivere una nuova situazione limite per quanto riguarda l’inizio del campionato. Non c’è il tempo necessario per risolvere il problema
La Federazione sta cercando di dipanare una matassa non semplice e che riguarda diverse squadre. Il tema andrà discusso al Tar del Lazio non prima del prossimo 2 agosto e solo lì si conoscerà il da farsi.
Il calcio italiano non riesce a vivere un’estate tranquilla nemmeno a pagarla oro. Dai risultati sportivi deludenti della Nazionale, con la seconda esclusione consecutiva dai Mondiali del Qatar dello scorso anno, fino alla questione delle iscrizioni ai campionati che, puntualmente, ogni estate si ripresenta.
Se, nel recente passato, erano Serie C e Serie Da fare i conti con la composizione dei gironi che non riusciva a essere completata, ora tocca alla Serie B che non è ancora arrivata a 20 squadre certe di partecipare alla prossima stagione. Questo perché per motivi diversi sono state escluse sia il Lecco che la Reggina e non è ancora ufficiale il ripescaggio di Brescia e Perugia al loro posto.
La prima situazione, quella del Lecco, è stata paradossale sin dall’inizio. Il club lombardo non aveva consegnato entro i termini previsti l’intera documentazione necessaria sullo stadio in cui avrebbe giocato le partite di campionato di B, ovvero l’Euganeo di Padova. Dopo un’iniziale ammissione della proroga, il ricorso del Perugia ha capovolto ancora la situazione, escludendo quindi il Lecco dal sogno di disputare un torneo di primo livello dalla stagione 1968-69, ultima volta in Serie B.
Stesso discorso per la Reggina che, dal canto suo, è stata esclusa dal prossimo torneo di B per il mancato pagamento entro i termini previsti (il 20 giugno 2023) dei 750mila euro dovuti all’Erario.
L’udienza per i calabresi è stata fissata per venerdì 11 agosto, mentre quella per il Lecco si dovrebbe tenere la settimana precedente, il 2 agosto. Queste scadenze rendono, di fatto, impossibile l’inizio del campionato cadetto nella data prefissata del 19 agosto.
Con queste tempistiche, considerando tutti i gradi di giudizio, sembra impossibile poter prendere il via prima dell’inizio di settembre, se tutto andrà bene. Un ritardo che di certo non aiuta ad incentivare l’immagine del campionato e dell’intero movimento del calcio italiano.
Staremo a vedere cosa può succedere nel corso di queste settimane, con la speranza che alla fine si possa trovare una soluzione definitiva, senza ulteriori ricorsi e reclami che potrebbero compromettere ulteriormente una stagione già iniziata non certo in maniera favorevole.
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