Clamorosa esclusione per l’ex numero due del mondo, respinta come “Persona indesiderata”. Interviene la WTA.
La guerra in Ucraina continua ad avere ripercussioni nel mondo del tennis. Dopo l’esclusione di russi e bielorussi a Wimbledon dell’anno scorso, è arrivata un’altra dura decisione che ha riguardato da vicino l’ex numero due del mondo Wta.
Vera Zvonareva, tennista russa classe ’84, è stata infatti esclusa dal Wta 250 di Varsavia, torneo iniziato lunedì scorso. La finalista di Wimbledon e US Open 2010 è stata bloccata dalle autorità in aeroporto e costretta a tornare indietro con un altro aereo.
La motivazione dietro questa decisione sarebbe stata la nazionalità della stessa giocatrice che, essendo russa, non ha quindi potuto entrare nel Paese per disputare la competizione. Sull’argomento è peraltro intervenuto anche il ministero dell’Interno polacco che ha rilasciato un comunicato nel quale si apprende che la decisione è stata presa per motivi di “sicurezza dello Stato” e “tutela della pubblica sicurezza“.
Questo perché il nome di Zvonareva sarebbe in un elenco di “persone indesiderate” stilata dallo stesso dicastero. “La Polonia si oppone ai regimi di Putin e Lukashenko, impedendo alle persone che sostengono le operazioni russe e bielorusse di entrare nel Paese“.
Una situazione molto delicata, quindi, su cui è intervenuta anche la Wta che ha pubblicato una nota ufficiale su Twitter. “La Wta è a conoscenza della situazione che ha riguardato Vera Zvonareva a Varsavia – si legge –. La sicurezza e il benessere di tutte le giocatrici è la massima priorità dell’Associazione“. E ancora: “Vera ha lasciato la Polonia e valuteremo in seguito la questione con il torneo (di Varsavia, ndr)”.
Insomma, la Wta potrebbe prendere provvedimenti nei prossimi giorni. L’anno scorso, per via dell’esclusione degli atleti russi e bielorussi a Wimbledon, la stessa Associazione delle tenniste e l’Atp avevano deciso di non assegnare punti ai partecipanti.
Peraltro, questa stessa decisione del governo polacco va contro le indicazioni del Comitato Olimpico Internazionale che è a favore della partecipazione dei giocatori delle due Nazioni coinvolte nel conflitto in Ucraina a patto che vi prendano parte come neutrali.
Ad ogni modo, non è la prima volta che la Polonia decide di contrastare le raccomandazioni del CIO. Già nei mesi scorsi, la Federazione internazionale di scherma ha dovuto spostare gli Europei in Bulgaria proprio per permettere a tutti gli atleti, di ogni nazionalità, di partecipare alla manifestazione necessaria anche per le qualificazioni alle Olimpiadi di Parigi dell’anno prossimo. Anche il quel caso, la Polonia si sarebbe opposta all’ingresso di atleti russi e bielorussi.
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