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ATP

Djokovic, l’avvocato non ha dubbi: “In Australia non sarà…”

Da Melbourne, un avvocato ha parlato della situazione di stallo riguardo l’ingresso o meno di Djokovic in Australia, il prossimo gennaio.

All’Australian Open mancano poco più di tre mesi. Ma la questione riguardante Novak Djokovic è già tornata al centro del dibattito. Stando alle vicende dello scorso anno e al loro epilogo, il serbo non può ad oggi entrare in Australia per i prossimi tre anni, un ban automatico dopo la cancellazione del visto nel gennaio 2022.

Djokovic, l’avvocato non ha dubbi: “In Australia non sarà…” (Ansa)

Sembra che il nuovo governo, effettivamente l’unico soggetto in grado di revocare il provvedimento, sia intenzionato a procedere per accogliere di nuovo il 21 volte campione Slam a Melbourne il prossimo anno. Un avvocato residente in città ha infatti tracciato un quadro chiaro della situazione, lasciando davvero pochi dubbi.

Djokovic e le speranze di tornare in Australia: l’avvocato fa chiarezza

Djokovic e le speranze di tornare in Australia: l’avvocato fa chiarezza (Ansa)

Il ministro dell’Immigrazione dell’ultimo governo, Alex Hawke, ha ritenuto Djokovic una personalità in grado di fomentare il sentimento no-vax, dunque punibile con la cancellazione del visto. E nonostante il governo sia cambiato, c’è ancora chi riterrebbe il ritorno del nove volte campione dell’Australian Open un’ingiustizia.

L’Associated Press, però, ha voluto ascoltare – per fare chiarezza – anche un avvocato esperto in materia d’immigrazione, Kon-ming Tsai, residente a Melbourne. Secondo quest’ultimo, accogliere Djokovic va direttamente incontro all’interesse dell’Australia: Non c’è alcun rischio nel permettergli di tornare”, ha dichiarato.

In Australia non sarà un problema per la comunità, ha aggiunto, facendo capire che le ragioni che avevano portato alla sua espulsione, anche per la situazione completamente diversa nel paese, non sussistono. “È uno dei migliori giocatori del mondo, e porterebbe con sé molti visitatori stranieri. Che, si ricorda, da qualche mese non hanno più bisogno di dimostrare la loro avvenuta vaccinazione per entrare in Australia.

A condurre le valutazioni finali, per prendere una decisione, può essere tuttavia solo il governo, e senza alcuna interferenza da parte di Tennis Australia o dell’Australian Open. I segnali, in ogni caso, al momento sono positivi per Djokovic, il quale spera di poter tornare ad una programmazione classica dei propri impegni tennistici nel 2023.

Samuele Diodato

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