Pietro Rondoni: “Mi ispiro a Roger Federer. Dopo un’annata complicata sono pronto a ripartire!”

Di Luciano Nocera - 30 agosto 2017
Pietro Rondoni Rondoni

Pietro Rondoni si racconta ai nostri microfoni. Il vercellese lo scorso anno ha dovuto affrontare un serio problema alla spalla ma ne è uscito più forte di prima e sembra essere pronto per dire la sua nei tornei Futures. Conosciamolo meglio insieme!

In questa stagione non avevi ottenuto risultati esaltanti fino al mese di giugno. C’è stata la svolta decisiva?
E’ stata sicuramente una stagione particolare perché l’anno scorso, esattamente il 20 luglio 2016, mi sono operato alla spalla affrontando così un lungo stop. Ho ricominciato a giocare i tornei solamente ad aprile.
Arrivare alla prima vittoria Futures (a Sassuolo) dopo un periodo di pausa così lungo dà una bella iniezione di fiducia.

Parliamo proprio di Sassuolo… Raccontaci come ti sei trovato e com’è andata la settimana.
È stata senza dubbio una settimana fantastica! Le mie sensazioni miglioravano partita dopo partita ma non mi aspettavo la vittoria, ero però consapevole del fatto che stessi lavorando nel modo corretto. Naturalmente quando ci si impegna e si lavora duro penso che prima o poi i risultati arrivino!

Vogliamo conoscerti nel profondo… Che tipo di giocatore sei, qual è la tua superficie preferita e dove ti alleni?
In questo momento mi sto allenando al Tennis Club Bonacossa di Milano con Fabio Colangelo e Gianluca Naso. Mi ritengo un giocatore solido. Mi piace fare gioco da fondo con il diritto per poi attaccare e chiudere i punti a rete.
La mia superficie preferita è la terra, solamente perchè è quella su cui ho giocato il 90% dei tornei.

Su quali aspetti hai lavorato nell’off-season 2016? Dove credi di dover ancora migliorare?
Ho lavorato molto con Colangelo e Naso dalla parte del rovescio, cercando di essere più offensivo al fine evitare di perdere campo dalla parte sinistra.
Sicuramente dovrò lavorare sul servizio, cosa che non ho potuto fare nella scorsa preparazione per via dei problemi alla spalla.

Qual è il tuo obiettivo stagionale e quali invece quelli futuri?
Non mi do mai obiettivi di classifica. Quello attuale è di star bene fisicamente e riprendere a pieno ritmo con i tornei giocando più partite possibili. Per il futuro l’obiettivo sarà nel provare ad alzare il livello di gioco partecipando a qualche qualificazione a livello Challenger.

Se potessi scegliere di vincere un torneo tra: Roma, uno Slam, la Coppa Davis e le Olimpiadi, per quale manifestazione opteresti?
Gli Slam sono i tornei che mi appassionano di più, perché sono quelli che ho sognato di giocare sin da piccolo. Essendo la terra la mia superficie preferita, scelgo di trionfare a Parigi, sarebbe fantastico!

Chiunque segua e/o giochi a tennis possiede un idolo e/o un giocatore a cui si ispira. Il tuo qual è?
Il mio idolo sin da piccolo è sempre stato Roger Federer che però ha caratteristiche di gioco che si allontanano un po’ dalle mie. Se invece dovessi dirti un giocatore al quale mi ispiro ti direi Pablo Carreño Busta.

Ora che abbiamo conosciuto il Pietro Rondoni tennista, vorremmo sapere di più sul Pietro Rondoni uomo. Cosa ti piace fare fuori dal campo? Hai qualche passione da svelarci?
Mi piace molto stare a casa, a Vercelli, con la mia famiglia e con gli amici. Questo mi aiuta a riposarmi sia fisicamente che mentalmente nei momenti liberi. Mi piace molto seguire il calcio e sono un tifoso juventino.

Parliamo un po’ di tennis internazionale. Murray e Djokovic, dominatori del circuito fra 2015 e 2016, hanno lasciato il passo a Nadal e Federer. Cosa pensi di questa piccola rivoluzione?
Credo che sia il primo anno in cui ci sia un vero e proprio cambio di generazione anche a livelli molto alti.
Prima o poi un calo da parte di Murray e Djokovic era prevedibile. Anche loro sono esseri umani e hanno fatto imprese incredibili durante tutti questi anni, quindi credo sia normale.
Rafa Nadal sta conducendo un cammino pazzesco e sicuramente farà bene agli US Open e poi nei tornei asiatici: sarà lui a chiudere l’anno al numero uno del ranking.

Concludo quest’intervista chiedendoti dove hai intenzione di giocare nei prossimi mesi. Continuerai su terra oppure passerai al cemento?
Per il momento credo che continuerò a giocare prevalentemente sulla terra rossa. Però più in là mi sposterò sul cemento perché credo sia fondamentale al giorno d’oggi, se si vuole alzare il livello di gioco, riuscire ad esprimere un buon tennis su tutte le superfici. 

Pietro Rondoni Rondoni




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