Doppietta in Ungheria per Giulia Peoni: “Vittorie inaspettate, ringrazio Maria Elena Camerin! Obiettivo Top-100”

Di Lorenzo Carini - 4 settembre 2017
Giulia Peoni Peoni

Giulia Peoni è la giocatrice azzurra del momento fra le Under 18.
La 17enne, da questa settimana n.124 della classifica mondiale ITF, è reduce da due successi in tornei di Grado 2 in Ungheria e, con grande disponibilità, si è concessa ai nostri microfoni al ritorno dalla trasferta magiara, affrontata in compagnia di Maria Elena Camerin, sua compagna di team al Tennis Club Prato.

Reduce da un grave infortunio alla caviglia, rimediato ad inizio 2016 negli Emirati Arabi, che l’ha vista costretta a stare fuori dal mondo del tennis per oltre un anno, Giulia è tornata in campo nell’aprile scorso a Firenze ed ora, recuperata la miglior condizione fisica, proverà a dire la sua nel circuito Juniores: la Top-100, che la ragazza si è prefissata come obiettivo stagionale nel corso dell’intervista, è ormai ad un passo. Forza!

Arrivi da due grandissime settimane trascorse in Ungheria. Partiamo dal primo torneo: vittoria in singolare (partendo dalle qualificazioni) e finale in doppio. Raccontaci le tue sensazioni.
“Devo dire che sono partita per l’Ungheria con le migliori intenzioni ma non avrei mai pensato di vincere perchè il livello era molto alto, essendo un torneo di Grado 2”.

Anche nella seconda parte della trasferta ti sei regalata una gioia. Secondo titolo consecutivo, sempre partendo dalle qualificazioni. Come ti sei sentita sul campo? Chi ti senti di ringraziare per quanto conseguito?
“Ho iniziato il secondo torneo non nelle migliori condizioni fisiche perchè avevo febbre, mal di gola ed ero sotto antibiotico. La voglia di far bene era talmente tanta che non ci ho pensato due volte ed ho voluto partecipare, concentrandomi solo sul lato tennistico e sulla preparazioni ai match.
Mi sento di ringraziare in primis la mia accompagnatrice, e compagna di squadra al TC Prato, Maria Elena Camerin, oltre ai miei maestri Nicolò Righetti e Giovanni Bianchi che, pur non essendo presenti in Ungheria, mi sono stati accanto e mi hanno aiutato via telefono tutti i giorni e più volte al giorno. Vorrei dire “grazie” anche a mia madre, che mi ha supportato in maniera incredibile in questo difficilissimo percorso post operatorio e riabilitativo”.

Rimanendo in tema di finali, non ne giocavi una da Palermo 2015 (ko con Martina Zerulo). Cosa ricordi di quella partita? Quanto ti era mancato giocare un match cosi importante?
Ricordo bene quel match: arrivai all’appuntamento senza energie… Inizialmente non ero certa di partecipare al torneo a causa di un dolore ad un dito del piede, quindi raggiungere la finale è stato un successo”.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni? Hai un obiettivo di classifica?
“Il prossimo torneo che giocherò sarà il G3 di Palermo, in programma dal 12 settembre. Il mio obiettivo è quello di entrare tra le prime 100 al mondo nella classifica Under 18”.

Sei stata ferma per oltre dodici mesi da gennaio 2016 ad aprile di quest’anno. L’infortunio ha cambiato qualcosa in te?
“Sì, mi ha fatto capire veramente quanto mi piaccia questo sport e mi ha rafforzato molto caratterialmente”.

Quando sei tornata a giocare, hai capito subito di poter rientrare in breve tempo nel tennis che conta?
“Assolutamente no… La voglia irrefrenabile di far bene c’era, ma nei primi tornei sono uscita spesso al primo turno perchè fondamentalmente mi mancavano match sulle gambe. Partita dopo partita, cercando di correggere di volta in volta gli errori, le cose sono andate migliorando”.

Raccontaci quello che hai provato nel periodo di stop forzato dal tennis, citando anche coloro che ti hanno aiutato nel percorso di recupero…
“Il periodo di sosta forzata è stata una durissima prova di vita perché dopo l’operazione ho avuto grosse difficoltà nel momento del recupero e della riabilitazione poiché ero stata affidata ad un gruppo probabilmente non idoneo alle mie esigenze. Dopo diverse visite, il mio dottore mi disse che ci sarebbe stata anche la possibilità di non poter più giocare a tennis ma allo stesso tempo mi suggerì il centro Isokinetic di Bologna, dove grazie al dottor Kyriakos Tsapralis sono riuscita a rientrare e a giocare gradualmente a tennis, con gioia immensa, nel giro di poco più di sei settimane”.

Giulia Peoni Peoni




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