Denis Golubev finalmente “maturo”: “Ho scelto l’Università, ma non ho intenzione di lasciare il tennis”

Di Davide Tarallo - 3 settembre 2017
Andrey Golubev denis golubev

In casa Golubev c’è sempre un motivo per stare allegri.
Dopo i successi di Andrey, capace grazie alla vittoria al torneo di Amburgo 2010 di entrare in top 30, è Denis, il “piccolo” di casa a raggiungere importanti traguardi.

Il giovane ’98, che si sta avvicinando a grandi passi al tennis che conta, ha conseguito lo scorso giugno il diploma di ragioneria dopo essere riuscito a superare brillantemente l’esame di Stato: un risultato che vale doppio, considerato l’assiduo e costante impegno di Golubev jr in campo.

Denis, quanto mai determinato a conciliare formazione professionale e tennistica come fatto egregiamente fino ad ora, ha poi deciso di iscriversi all’Università di Torino con l’augurio di riuscire a trovare la propria strada tanto nello sport quanto nella vita.

Finalmente “maturo”! Che effetto fa essere riuscito a raggiungere un traguardo così importante come il diploma di ragioneria?
“È stata una bella emozione. Sono molto contento di essere riuscito a bilanciare in maniera perfetta il mio impegno scolastico con il tennis ed essere uscito con un voto molto alto (80) mi riempie di gioia e di orgoglio.”

È più stressante la pressione prima di un’importante prova di vita come la maturità o prima di scendere in campo per un incontro?
“In realtà, non sono mai stato realmente agitato per questo esame: logicamente, il primo giorno ero abbastanza teso, ma poi le cose sono decisamente migliorate. Diciamo che essere abituato, grazie al tennis, ad affrontare prove importanti mi ha sicuramente agevolato.”

E adesso sei intenzionato a continuare il tuo percorso di studi?
“Ho deciso di iscrivermi all’Università di Torino. Frequenterò la facoltà di Economia e Commercio in inglese che si adatta bene alle mie esigenze: non essendoci infatti l’obbligo di frequenza, potrò continuare a conciliare alla perfezione gli studi con il tennis. Non ho ancora bene in mente cosa farò dopo però, visto il periodo attuale, penso che sarebbe molto rischioso abbandonare gli studi.”

Veniamo finalmente al tennis. Come sono andate le cose in questo 2017?
“Sono nel complesso soddisfatto del mio rendimento. Ho vinto buone partite contro 2.3, giocando anche ottimi incontri con Naso e Capecchi, dunque giocatori già di buon livello. Purtroppo, devo ancora migliorare sotto il profilo mentale.Ti faccio un esempio concreto: di recente, ho giocato le qualificazioni del Future di Cuneo, perdendo all’esordio per 7-5 al terzo set. Ero demoralizzato perché avevo giocato una buona partita ma sul più bello la testa  mi aveva  tradito e abbandonato. Quando perdi in quel modo capisci subito che, più del gioco, devi crescere sotto l’aspetto mentale. Cercherò di giocare il più possibile tornei di alto livello, per aumentare il mio bagaglio di esperienza. E ovviamente mi affideró ai consigli del mio team,  in primis di Andrey. “

A proposito: recentemente abbiamo intercettato tuo fratello al Challenger di Milano. Visto la sua ormai lunga assenza da palcoscenici tennistici di primo piano, non avrà mica deciso di diventare tuo allenatore?
“È un’ipotesi suggestiva, ma quasi di certo irrealizzabile. Andrey è sul tour da quasi 15 anni e per questo sta cercando di uscire il più possibile da questa realtà. Sarebbe bello, comunque. Lui mi conosce bene e potrebbe quindi spingermi a superare i miei  limiti e a vivere in maniera diversa le mie difficoltà e i miei problemi. D’altro canto, però, ci sarebbe il rischio di fondere vita privata e vita professionale. Un inconveniente che non voglio assolutamente correre.”

Il 2017 si sta caratterizzando sempre più dall’ascesa delle Next Gen che soprattutto in campo maschile stanno raggiungendo dei livelli di gioco davvero impressionanti. Chi di loro riuscirà ad emergere?
“A me piace molto Zverev a livello di gioco e di tenuta mentale. Per me sarà lui il prossimo numero 1.
Altri giovani molto promettenti sono Shapovalov che ha battuto recentemente Nadal e il suo connazionale Aliassime che, sebbene sia solo 17enne, ha già raggiunto picchi di tennis molto elevati. In futuro, emergeranno definitivamente anche Thiem e Raonic.”

Il doping è sempre al centro del panorama tennistico e, più in generale, sportivo internazionale. Cosa pensi a riguardo?
“Il tema doping è sempre più presente in tutte le discipline sportive. Tuttavia, ritengo che sia assolutamente possibile, come nel caso Errani, un’ assunzione involontaria di qualche sostanza dopante. Noi però siamo tenuti a giudicare solamente su fatti che possediamo e conosciamo. Non è legittimo esprimere pareri su episodi poco noti o del tutto oscuri.”

L’estate 2017 è stata purtroppo caratterizzata da costanti notizie di attacchi terroristici nelle principali città europee. Lo scopo di chi organizza queste stragi è soprattutto quello di condizionare in maniera inequivocabile il nostro modo di vivere. Come si può a tuo avviso assecondare questi fatti così drammatici?
“Purtroppo, stiamo vivendo le drammatiche conseguenze di iniziative politiche sbagliate messe in atto nei decenni precedenti dalla maggior parte degli stati occidentali. Noi non possiamo fare assolutamente nulla: siamo semplici pedine che subiamo gli effetti delle scelte errate dei politici passati.”

Quali sono i tuoi obiettivi tennistici e professionali per l’annata a venire?
“Giocherò ancora qualche Open qui in Piemonte. Poi, proverò a giocare qualche Future. Non mi sento ancora pronto a disputare tornei Challenger: devo ancora migliorare e lavorare molto. Daró il massimo per fare bene. Guarda, l’unico mio reale desiderio è quello di riuscire a raccogliere qualche punto ATP.”

Viene in mente, a proposito, una frase del grande Pietro Mennea: “La fatica non è mai sprecata: soffri ma continua a sognare”

Chi come Denis fatica (e pure tanto), di certo, non potrà mai smettere di sognare.

Andrey Golubev denis golubev




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