Caso Errani, la parola agli esperti: i pareri di Marco Formica, Stefania Chieppa e Mauro Ricevuti

Di Davide Tarallo - 17 agosto 2017

(May 28, 2017 - Source: Adam Pretty/Getty Images Europe)

marco formica Sara Errani Stefania Chieppa. Mauro Ricevuti

Lo scopo di questo editoriale, concepito in piena conformità e in assoluto rispetto della natura dei fatti, non si propone tanto di esporre un giudizio netto sulla vicenda in questione quanto invece, grazie soprattutto alle dichiarazioni di esperti, di analizzare più da vicino le tappe e le tematiche salienti di un caso così delicato e complesso.

Lunedì scorso, in mezzo allo sgomento generale, i principali quotidiani e le più importanti testate nazionali hanno riportato una notizia-shock:  Sara Errani è risultata positiva ad un controllo antidoping; la sostanza riscontrata nelle urine dell’azzurra, il letrozolo, è stata infatti proibita dai protocolli WADA nel lontano 2005 e dunque una sua assunzione non può che provocare una lunga squalifica.

Tuttavia, mentre sui social si susseguivano notizie più o meno legittime, seguite, nella maggior parte dei casi, da puntuali smentite, la posizione dell’azzurra si è notevolmente ridimensionata: il tribunale indipendente dell’ITF ha infatti creduto nella buona fede di Sara condannandola a soli due mesi di inattività (pena minima) per “aver assunto involontariamente il letrozolo” e alla perdita di tutti i punti e i montepremi dal 16 febbraio 2017 (data del test in cui l’Errani è risultata positiva) al 7 Giugno (data dell’ultimo controllo che accerta la totale negatività dell’azzurra).

Sara, che, pur ricevendo notizia della positività da parte dell’ ITF a metà Aprile, ha deciso comunque di non sospendersi (“Non avevo nulla da temere e, avendo la coscienza completamente pulita, ho preferito continuare a giocare”) ha poi ribadito, in conferenza stampa, la sua totale estraneità alla vicenda attribuendo quindi la sua positività ad una contaminazione di cibo: “Il letrozolo è una sostanza che si trova in una medicina1 che mia mamma assume giornalmente a scopo terapeutico dal 2012: dal momento che sono sicura al 100% di non aver assunto una compressa per errore, è molto probabile che l’unica risposta sia legata ad una parziale contaminazione di cibo.”

Non solo. Infatti la difesa di Sara, coadiuvata di uno staff di esperti e legali fornitole dalla FIT, ha presentato 2 come prova a sostegno delle proprie tesi i risultati di un esame a cui l’azzurra si è sottoposta volontariamente: il test in questione analizza la quantità di letrozolo che si riscontra su un singolo capello e permette dunque di stimare in maniera più precisa l’entità dell’assunzione.

Ebbene, i risultati sono stati conformi alle tesi difensive dell’azzurra che presentava sui propri capelli tracce trascurabili di letrozolo che dimostravano quindi come, a differenza della madre 3, Sara avesse assunto tale sostanza in quantità inferiore ad una singola compressa.

La tennista romagnola, apparsa comunque visibilmente delusa in conferenza stampa (“speravo di essere assolta anche perché, oltre ad aver dimostrato chiaramente la mia innocenza, non ci sono evidenze di come il letrozolo alteri le prestazioni di una tennista di sesso femminile”), si è poi scagliata duramente contro tutte le persone che, pur senza conoscere minimamente i fatti, “hanno cercato di infangare mia reputazione, insultando me e tutta la mia famigliae contro buona parte della stampa italiana rea di “aver diffuso notizie false, prive di fondamento e legittimità.”

Sulla base esclusiva di questi fatti e delle dichiarazioni riportate, abbiamo raccolto i pareri e i commenti di tre grandi esperti, con cui ci siamo confrontati anche sulle reazioni e le conseguenze socio- mediatiche generate da tale evento.

MARCO FORMICA: “Mai giudicare senza conoscere”
Mental coach, lavora alla Tennis Academy di Foligno dove segue Luca Vanni, Thomas Fabbiano e Stefano Travaglia.

La posizione di Marco Formica, pur abbracciando la tematica del doping, quanto mai attuale nel tennis e in tutti gli altri sport, è assolutamente distante dal prendere una posizione di qualunque tipo. Formica, semmai, ci invita a confrontarci e a dialogare su fatti veri, senza cercare vie o soluzioni fantasiose ma molto difformi dalla realtà.

Conoscere prima di leggere sentenze
A proposito della vicenda Errani, credo che, al pari di tutti gli altri casi di doping, esprimere un giudizio sia un’azione superflua o addirittura presuntuosa: nessuno ha infatti il diritto di dire la sua riguardo ad un fatto che non conosce o di cui non possiede notizie certe e ufficiali. Tornando ad ogni modo a quel poco che sappiamo, dobbiamo innanzitutto ricordarci dell’esistenza di una lista di sostanze proibite regolate del protocollo WADA e sottoscritta da tutti gli atleti professionisti; in caso di positività ad una di queste sostanze, il regolamento prevede l’esistenza di un organo competente nel giudicare la gravità di ogni caso specifico e quindi nessuno di noi può pensare di avere i prerequisiti e gli elementi probatori necessari per sostituirsi a questa istituzione.”

Completa fiducia nel Tribunale Indipendente
Dunque, visto che se Sara è stata sanzionata con la pena minima, non posso che pensare che le sia stata riconosciuta la buona fede o che, almeno, sia venuta a mancare l’intenzione di alterare le sue prestazioni.
Il Tribunale, ripeto, è un organo dotato di strumenti e mezzi assolutamente validi per giudicare queste situazioni, dunque non capisco proprio il perché ci si debba immedesimare nel ruolo di chi ha preso questa decisione.”

E allora perché cosi tante polemiche?
Ovviamente, si possono fare molte altre contro-ipotesi che però lasciano il tempo che trovano, senza raggiungere alcun risultato utile a soddisfare la ricerca della verità. Tutto il resto è gossip ed esula completamente dal nostro lavoro di professionisti delle sport.”

STEFANIA CHIEPPA: “Sara è davvero una grande persona e riuscirà a superare anche questa difficile situazione”
Ex tennista professionista, con tanto di due titoli ITF vinti in singolare, si dedica all’attività di giornalista e commentatrice.

L’opinione di Stefania Chieppa si incentra maggiormente sul lato umano della vicenda, su come Sara abbia quindi vissuto il prima, il durante e il dopo di questo fatto tanto inatteso quanto difficile e per lei traumatico.

Sara grande campionessa
Conosco molto bene Sara, dal punto di vista tennistico ed umano: è una grande campionessa, che ha sempre sacrificato se stessa per questo sport con grande forza di volontà e duro lavoro. Senza dubbio, sarà un brutto colpo per lei vivere questo periodo cosi complesso ma sono certa che farà di tutto per reagire: sono sicura che con la sua forza di volontà e con l’aiuto dei suoi cari e del suo team riuscirà a ritornare più forte di prima.”

Inevitabili divisioni nell’opinione pubblica
“Come al solito, è assolutamente normale che esistano schiere a favore e contro la sua posizione. Avere un’idea è assolutamente legittimo, come non lo è offendere con cattiveria senza nemmeno conoscere bene i fatti. Poi molto spesso, soprattutto in Italia, si gode del male altrui e non si aspetta altro che puntare il dito contro qualcuno.”

Errani vs Sharapova
I due casi in questione sono completamente differenti: Sara ha assunto il letrozolo in maniera del tutto involontaria, attraverso una contaminazione di cibo, mentre Maria è stata trovata positiva ad una sostanza (il Meldonium) che assumeva da parecchi anni e che è stata proibita solo ad inizio 2016.
Non si può quindi instaurare un confronto tra situazioni cosi diverse. Certo, ci sono state molte polemiche proprio per il fatto che due delle WC assegnate agli scorsi Internazionali siano andate proprio alle atlete in questione ma è anche vero, almeno nel caso di Sara, che la Federazione ha creduto nella sua buona fede e, quindi, al tempo non vi erano elementi probatori che inchiodavano in maniera definitiva l’azzurra.”

MAURO RICEVUTI: “La gente dimostra di avere la memoria troppo corta”
Grande esperto di tennis e marketing, è molto apprezzato per il suo commento tecnico su SuperTennis TV. E’ direttore del torneo Challenger di Brescia, tradizionale appuntamento tennistico di metà Novembre.

Mauro Ricevuti, dopo l’ormai costante ammonimento nel prendere una posizione prima di conoscere in maniera esaustiva un determinato fatto, si concentra maggiormente sul grande supporto messo in gioco dalla Federazione a tutela di una delle sue più grandi atleta e, soprattutto, analizza i possibili risvolti futuri di questa storia cosi complicata.

Tortellini in brodo? Chiacchiere da bar
Quando ho appreso la notizia ho cercato di approfondire le mie conoscenze in merito, evitando soprattutto di esprimere giudizi e opinioni. Non a caso, la notizia, con il passare delle ore si è notevolmente ridimensionata: il Tribunale, accogliendo la difesa proposta dall’azzurra, ha creduto nella sua buona fede, soprattutto perché la minima quantità di letrozolo riscontrata nelle sue urine dimostrava in maniera esplicita di come il contatto con la sostanza stessa fosse stato casuale e involontario.
Tortellini, brodo e tutte le altre voci apparse nei giorni precedenti sono solo chiacchiere da bar, prive di qualsiasi fondamento e legittimità. Oltre alla palese disinformazione, Sara è stata inoltre vittima di violenti attacchi e insulti, anche a livello mediatico, messo in atto da gente con la memoria troppo corta: molti infatti si sono scordati, nei giorni scorsi, quanto questa ragazza ci abbia fatto sognare negli anni passati, raggiungendo due storiche finali, al Roland Garros e a Roma, oltre a conquistare, in coppia con Roberta Vinci, tutti i titoli del Grande Slam, raggiungendo anche la prima posizione mondiale.”

Il costante supporto della FIT e il futuro
Penso che una Federazione debba sempre difendere i propri atleti. Poi i fatti e, conseguentemente, l’operato dei tribunali danno origine alle sentenze. L’unico augurio che posso fare a Sara è quello di continuare per la sua strada: per la carriera, credo che nulla sia compromesso anche se, dopo questa ingente batosta, sarà molto difficile sollevarsi e tornare più forti di prima. Comunque, io confido molto nella forza d’animo e nel desiderio di rivalsa della romagnola e sono certo che in futuro riuscirà a togliersi molte altre soddisfazioni.”

Note:
1 Si tratta del Fermara, medicinale utilizzato a scopo terapeutico dalla sig.ra Errani, ammalatasi qualche anno fa di tumore al seno. Come ricordato dalla tennista di Massa Lombarda, il Fermara, se assunto da una donna non ancora in menopausa “può avere conseguenze dannose per la salute” causando, in casi estremi anche una menopausa chimica.
2 Prova a carico dell’azzurra che, malgrado l’assoluta legittimità, non è stata poi accettata dal tribunale indipendente per via di un cavillo giuridico.
3 La sig.ra Errani presentava infatti una quantità decisamente maggiore, tipica di chi assume la sostanza con una certa continuità e periodicità.
marco formica Sara Errani Stefania Chieppa. Mauro Ricevuti




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